Qual è stata la reale portata delle alluvioni di maggio in Emilia-Romagna? In particolare, il 15-17 maggio. Perché i fiumi sono esondati e si sono attivate e riattivate tante frane in Appennino? Si sarebbe potuto evitare? E sulla difesa del suolo, quali le fake news e quali i fatti su quanto realizzato dalla Regione? E adesso: i rimborsi?

Sono 22 le domande e le risposte che la Regione pubblica sul sito  https://www.regione.emilia-romagna.it/alluvione/domande-e-risposte per spiegare l’alluvione e la gestione dell’emergenza.

Cinque le sezioni. La prima sulla reale portata di un evento mai registrato prima nel Paese, con 4,5 miliardi di metri cubi d’acqua caduti in soli 17 giorni.

La seconda spiega come funziona il sistema di protezione civile, il sistema delle allerte, il ruolo del Commissario straordinario e dei volontari.

Un’altra sezione è dedicata ai primi rimborsi, da quelli immediati disponibili già a luglio per i privati cittadini, ai contributi per l’autonoma assistenza di chi, costretto a lasciare la propria abitazione, ha trovato alloggio presso amici, parenti o in altre strutture ricettive.

Una sezione prova a ripercorrere i fatti, smentendo le notizie false che sono circolate dopo l’alluvione. Dall’audio con la voce contraffatta del presidente Bonaccini, all’impiego di 55 milioni di euro in realtà destinati alla navigazione commerciale sul Po, dagli interventi di difesa del suolo alla reale situazione delle casse d’espansione, in particolare in Romagna. E poi i 74 cantieri di protezione civile già avviati per fronteggiare l’emergenza.

Infine, le informazioni sul Fondo di solidarietà europeo e come funziona e il sito per raccontare, giorno per giorno, l’andamento della raccolta fondi regionale.

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