Nei giorni scorsi aveva rapinato un uomo della collana e presentatosi per il giudizio direttissimo era stato sottoposto, il 5 giugno 2023, al divieto di dimora nell’intera provincia di Reggio Emilia. Lo stresso giorno, ovvero dopo un’ora dalla scarcerazione, aveva rapinato del tablet di servizio il capotreno di un convoglio regionale dove era salito per giunta senza biglietto, venendo sottoposto il 7 giugno, agli arresti domiciliari. Nel luogo degli arresti, come accertato dai carabinieri del nucleo radiomobile della compagnia di Guastalla e della stazione di Luzzara, non è però mai arrivato e lì nessuno sapeva nullo di lui. Tale condotta è stata segnalata alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Emilia la quale, ravvisando a carico del giovane la necessità dell’aggravamento della misura cautelare, richiedeva ed otteneva dal GIP del tribunale di Reggio Emilia l’ordinanza di custodia cautelare in carcere che venerdì sera i carabinieri hanno eseguito.

Il relativo procedimento, in fase di indagini preliminari, proseguirà per i consueti approfondimenti investigativi al fine delle valutazioni e determinazioni inerenti all’esercizio dell’azione penale.

Il giovane, 19enne senegalese, sabato scorso aveva aggredito un cinquantasettenne reggiano rapinandogli la collana che teneva al collo. Per questi motivi era stato arrestato a Luzzara dai Carabinieri di Gualtieri. Dopo la convalida dell’arresto era stato scarcerato e sottoposto alla misura cautelare del divieto di dimora nei comuni della provincia di Reggio Emilia. Appena un’ora dopo, su di un treno regionale che avrebbe dovuto condurlo fuori dalla provincia reggiana, si era reso responsabile di analogo reato ai danni del capotreno a cui aveva sottratto il tablet di servizio per poi darsi alla fuga, venendo tuttavia rintracciato e arrestato dai carabinieri della stazione di Boretto. All’esito dell’udienza, aveva ottenuto gli arresti domiciliari che doveva raggiungere autonomamente, cosa che non ha fatto rendendosi uccel di bosco, come accertato dai carabinieri che segnalavano l’accaduto alla Procura, la quale chiedeva ed otteneva l’aggravamento della misura. Il provvedimento è stato quindi eseguito venerdì sera dai carabinieri che hanno rintracciato il giovane conducendolo in carcere.

 

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