Ritorna alla comunità il Teatro del Popolo di Vallalta, nel Comune di Concordia sulla Secchia (Mo), un importante luogo di cultura e aggregazione che il sisma del 2012 aveva reso inagibile.

Il taglio del nastro oggi con il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, insieme al sindaco Luca Prandini.

“In giorni difficilissimi, in cui una parte così estesa del territorio regionale è stata colpita da un’alluvione senza precedenti, questa inaugurazione vuole essere anche un segno concreto di fiducia nel futuro e della volontà di ricostruire tutto – ha sottolineato il presidente Bonaccini-. Oggi questo spazio, che è parte integrante dell’identità di Vallalta e di Concordia, torna a nuova vita grazie alla tenacia con cui in questi anni le istituzioni, i cittadini, le imprese hanno lavorato dopo il terremoto del 2012. Oggi come allora resta inalterato il nostro impegno: per aiutare da subito chi ha perso tutto o quasi tutto nell’alluvione, ma anche per impostare su solide basi una ricostruzione che dovrà essere celere, di qualità e nel pieno rispetto della legalità. Per ripartire insieme. Mettendo sempre al centro le persone e le nostre comunità”

 

Il “nuovo” Teatro

L’intervento di ripristino e miglioramento sismico, con il completo rifacimento della copertura e dell’impiantisca, ha avuto un costo complessivo di oltre 1,8 milioni di euro, di cui quasi 800mila finanziati dalla Struttura commissariale della Regione. L’edificio è dotato di una sala teatrale polivalente da 200 posti dedicata a spettacoli, proiezioni cinematografiche e conferenze. Il teatro ospita al suo interno un bar, un’attività che ha beneficiato dei contributi del bando regionale per la rivitalizzazione e il ripopolamento dei centri storici nelle aree colpite dal sisma.

In occasione dell’inaugurazione, la presentazione del libro “Teatro del Popolo di Vallalta. Vita sociale di una comunità. 1926-2012”, un racconto della storia di Vallalta attraverso il ruolo che il Teatro ha avuto per la comunità locale. Un volume curato dal Gruppo Studi Bassa Modenese con l’obiettivo di raccogliere il notevole materiale storico e fotografico che i concordiesi hanno prodotto sul loro teatro.

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