“È grazie alla biodiversità che è possibile salvare noi stessi e il pianeta”. A parlare è Fausto Giovanelli, presidente del Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano in occasione della Giornata internazionale voluta dalle Nazioni unite per la biodiversità, oggi 22 maggio.

“L’Appennino italiano, così come le montagne nel mondo, ha un ruolo fondamentale per la conservazione della biodiversità grazie alla quale possiamo avere elevati standard di qualità di vita ma, prima ancora, sopravvivere nel pianeta – spiega il presidente del parco a cavallo tra Toscana ed Emilia -. Ad esempio è anche nelle nostre foreste che si cattura anidride carbonica e si produce ossigeno, si trattengono le acque, è nei nostri pendii che si accumulano le risorse idriche da pioggia e neve che alimentano le sorgenti le falde e gli acquedotti; è qui che gli impollinatori fanno il loro lavoro nelle tante aree naturali e semi naturali libere da colture intensive. Ma gli esempi sono anche molti altri. Forse dovremmo fermarci un momento di più a pensare tutto questo e a come, nelle scuole e non solo, incrementare questa consapevolezza”.
“In Appennino ci sono specie animali e vegetali tanto preziose quanto ancora poco conosciute ed ecosistemi che le connettono in mille modi diversi tra di loro e col mondo minerale e quello umano. La biodiversità non è un patrimonio degli studiosi, dei naturalisti o dei parchi, ma di tutti anche di quelli che non la conoscono o la riconoscono. Alimenta la nostra vita ogni giorno. Ogni giorno il Parco nazionale, coi suoi limiti e nel suo piccolo, opera per farla conoscere e riconoscere”.

 

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