In Emilia-Romagna cresce l’occupazione, anche quella femminile tra donne con o senza figli, e continua a diminuire la disoccupazione. Prosegue la riduzione della dispersione scolastica tra i più giovani ma, soprattutto, cala l’incidenza dei i cosiddetti Neet, ovvero 15-29enni che non lavorano, non studiano e non sono impegnati in percorsi di formazione, raggiungendo uno dei livelli più bassi in Italia. E sale, dopo alcuni anni di flessione, la partecipazione dei bambini ai servizi educativi per la prima infanzia.

Sono queste alcune delle tendenze registrate in Emilia-Romagna da “Benessere equo e solidale edizione 2023 (Bes)”, rapporto elaborato da Istat su dati 2022, che offre un quadro integrato dei principali fenomeni economici, sociali e ambientali a livello nazionale e regionale.

Su numerosi dei 132 indicatori presi in esame, l’Emilia-Romagna si colloca al vertice rispetto alla media italiana e rispetto a regioni del nord quali Veneto, Lombardia, Piemonte e Trentino-Alto Adige. Restano invece alcune criticità da superare sul tema lavoro, col tema buona occupazione che la Regione conferma come una priorità.

“Riteniamo che la fotografia scattata dall’Istat sia la cartina di tornasole dell’efficacia delle politiche regionali in un mercato del lavoro che è praticamente tornato a livelli pre-pandemia: da quelle su occupazione e formazione, soprattutto sulle nuove professioni, fino alle politiche industriali e di sostegno alle imprese che assumono, investono su innovazione e internazionalizzazione- sottolineano il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Lavoro e formazione, Vincenzo Colla-. Abbiamo scelto la coesione sociale e il rafforzamento del tessuto economico e dei saperi, attraverso misure inserite in una visione strategica e unitaria della programmazione dei Fondi europei, nazionali e regionali, che ha come riferimento il Patto per il Lavoro e per il Clima siglato con tutte le parti sociali e obiettivi condivisi: crescita sostenibile, lavoro di qualità, la lotta alle disuguaglianze sociali, territoriali e di genere. E c’è una consapevolezza comune: taglio della precarietà e maggiore sicurezza nei luoghi di lavoro sono i traguardi che vogliamo raggiungere insieme all’intero sistema regionale”.

In regione le persone prese in carico con GOL (il Programma nazionale di occupabilità dei lavoratori) hanno raggiunto, al 31 marzo, quota 67mila. “I sistemi di formazione che stiamo attivando con i bandi regionali stanno iniziando a ridurre le fragilità del sistema e a far dialogare domanda e offerta. L’obiettivo- aggiunge l’assessore Colla- è dare prospettive di futuro ai nostri giovani attraverso una buona occupazione rispondendo anche alle necessità del nostro sistema produttivo e dei servizi. Considerando che questi dati sono precedenti alla messa in campo del progetto GOL, che non ha ancora dispiegato i suoi effetti con le attività già avviate, siamo fiduciosi di poter continuare ad aggredire la dispersione e ad accompagnare i soggetti più deboli verso un lavoro dignitoso”.

Alcuni dati

Il tasso di occupazione (20-64 anni) sale al 74,8%, 10 punti superiore alla media nazionale. Continua a diminuire la disoccupazione, con il tasso percentuale attorno al 5%, in riduzione per il terzo anno consecutivo. Inizia a ridursi il tasso di inattività, stimato attorno al 21,3% nella fascia di età 20-64 anni.
Tra chi lavora part time, diminuisce la quota di quanti dichiarano di esserlo perché non sono riusciti a trovare un lavoro a tempo pieno, il 7,7% in calo dal 9% del 2022. In aumento l’occupazione delle donne, tra i 25 e i 49 anni, con e senza figli (82,4%). Prosegue la riduzione della dispersione scolastica tra i più giovani e diminuisce l’incidenza dei giovani Neet (12,2% nel 2022). Buona la partecipazione dei lavoratori alla formazione continua (11,9%).

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