Negli ultimi quindici anni la provincia di Modena ha perso 225 sportelli bancari.

Dai 514 del 2008 si è passati ai 289 del 2022, con un calo del 43,77%, il più alto in Emilia-Romagna. La provincia di Bologna ha visto “sparire” un numero maggiore di sportelli (347), ma in percentuale inferiore al dato modenese (-40,78% rispetto al 2008).

Lo rivela una ricerca condotta dal sindacato bancari First Cisl Emilia-Romagna, intitolata “Banche in fuga” e presentata nei giorni scorsi in un convegno a Bologna.

Emerge che dal 2008 al 2022 la nostra regione ha perso complessivamente 1.452 sportelli (-40%). A chiudere sono soprattutto i grandi gruppi bancari, mentre tiene sostanzialmente il credito cooperativo, passato dai 414 sportelli del 2008 ai 399 del 2022.

«All’origine della desertificazione bancaria c’è la scelta di privilegiare il modello della banca-impresa a capitale privato, portato alla massimizzazione dell’utile – dichiara il segretario generale della First Cisl Emilia Centrale Leonello Boschiroli (foto) – La ricerca del profitto a breve conduce inevitabilmente al taglio dei costi e pregiudica il ruolo sociale delle banche. È opportuna una riflessione sull’industria bancaria che parta dalla valorizzazione delle diversità tra le banche dal punto di vista dimensionale, di tipologia di business e forma societaria, senza pregiudizi verso le banche pubbliche».

Dalla ricerca Cisl risulta che in provincia di Modena i Comuni con un solo sportello bancario sono dieci (il 21% dei 47 Comuni modenesi).

«Stiamo parlando complessivamente di 31 mila persone che, se vogliono la banca comoda, non hanno possibilità di scelta – osserva la segretaria generale della Cisl Emilia Centrale Rosamaria Papaleo – Ne risultano penalizzate anche le imprese di quei Comuni, che probabilmente hanno costi bancari più alti rispetto a imprese che possono beneficiare della sana concorrenza tra diversi istituti di credito».

Ancora peggio va agli abitanti e alle attività economiche di Montecreto e Riolunato, gli unici due Comuni della nostra provincia del tutto sprovvisti di servizi bancari.

«Questa situazione, che denunciamo da tempo, rischia di compromettere la coesione sociale del territorio – afferma Alessandro Bonfatti, responsabile Cisl Emilia Centrale nella zona del Frignano – L’abbandono delle banche mette in forte difficoltà innanzitutto gli anziani, cioè quella fascia di popolazione che, pur detenendo una quota relativamente alta di risparmio, è meno capace di ricorrere ai servizi bancari on line. Si complica la vita anche delle piccole imprese, soprattutto quando hanno bisogno di ricevere rapidamente liquidità e credito.

Infine anche i turisti non sono certo incentivati a trascorrere le vacanze in località che non hanno nemmeno uno sportello bancomat. Montecreto ha ovviato grazie a un’iniziativa del Comune, ma non sappiamo quanto tempo potrà durare.

Speriamo che Poste Italiane possa presto riempire il vuoto lasciato dalle banche in montagna, purché lo faccia – conclude il sindacalista Cisl – in una logica non esclusivamente di profitto, ma anche di servizio alla comunità».

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