Nella prima settimana di aprile si è svolta negli ospedali Santa Maria Nuova di Reggio Emilia e Sant’Anna di Castelnovo Monti la 9° Edizione della Scuola di formazione in Chirurgia Otologica. Dalla chirurgia sulla membrana timpanica fino all’intervento di applicazione di un impianto cocleare, le principali problematiche otologiche dalla diagnosi al trattamento, sono state affrontate nei giorni scorsi con i massimi esperti a livello nazionale.

Il corso si svolge ogni anno nell’ambito della Scuola di formazione in Chirurgia Otologica ed è organizzato dalla Struttura Dipartimentale di Audiologia e Otochirurgia dell’Ausl IRCCS di Reggio Emilia con il patrocinio della Società Italiana di Audiologia e Foniatria. Frequentando la due giorni di full immersion i professionisti hanno preso parte a un percorso formativo composto da lezioni frontali e dalla possibilità di seguire interventi chirurgici affiancati dai maggiori esperti nazionali nella disciplina con la visione in diretta nel microscopio di sala operatoria. Specificità importante di questa edizione è stato il coinvolgimento come docenti e discenti degli operatori di sala operatoria. Ciò ha consentito un confronto particolarmente interessante sulla gestione del paziente nella preparazione del campo operatorio.

La chirurgia otologica cura le malattie infiammatorie e croniche dell’orecchio. Negli ultimi anni si è sviluppata in particolare sulle tecniche di correzione della sordità grazie anche all’avvento di presidi tecnici sofisticati come gli impianti cocleari (cosiddetto orecchio bionico). “Il futuro – spiega il dottor Giovanni Bianchin responsabile della struttura di Audiologia e Otochirurgia – contemplerà un numero crescente di interventi di correzione della sordità che si affiancheranno all’uso delle tradizionali protesi acustiche. Per questo motivo si rende sempre più necessario fornire strumenti di formazione per chirurghi in questo ambito”.

La sordità congenita riguarda 1 bimbo ogni 500 nati, negli adulti i problemi di udito interessano circa il 12% della popolazione dopo i 60 anni di età e si arriva a valori del 50% per gli over 70. Presso la struttura di Audiologia e Otochirurgia vengono eseguiti circa 30 interventi all’anno di impianto cocleare (dispositivo elettronico in grado di convertire suoni acustici in impulsi elettrici che arrivando al nervo uditivo stimolano il cervello) e di protesi impiantabile (apparecchio che tramite l’amplificazione, stimola le cellule nervose ancora funzionanti dell’orecchio interno) che fanno del Santa Maria Nuova e del Sant’Anna uno delle prime realtà in Regione e nel Nord Italia.

In particolare all’Ospedale di Castelnovo Monti si è realizzato in questi anni un percorso di crescita di tutta la struttura che segue i pazienti operati (personale di sala, di reparto, tecnici di audiometria) che ha consentito di implementare tecniche chirurgiche sempre più innovative. Lo staff anestesiologico, di cui è responsabile il dottor Ermanno Briglia, ha sviluppato una notevole esperienza in tecniche specifiche per la chirurgia otologica in particolare nella possibilità di monitorare la funzionalità neurale intraoperatoria. Inoltre vengono applicate tecniche specifiche per ridurre al minimo il traumatismo chirurgico del nervo acustico e consentire il recupero ottimale dell’udito e la soppressione del sintomo acufene.

 

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