I Carabinieri della Stazione Bologna San Ruffillo hanno eseguito un’ordinanza applicativa della misura cautelare, nei confronti di un 45enne rumeno, muratore, indagato per maltrattamenti contro familiari o conviventi.

Il provvedimento è stato richiesto dalla Procura della Repubblica di Bologna che ha coordinato le indagini dei Carabinieri a seguito della querela sporta il 27 marzo scorso da una 35enne rumena.

La donna si è presentata in caserma per denunciare il marito dopo che aveva iniziato a maltrattarla da quattro anni, subito dopo che si erano sposati. Tra gli episodi citati, la donna ha raccontano quelli di particolare gravità in cui era rimasta ferita. In particolare a ottobre 2020 quando era stata bloccata al muro dal marito che le aveva stretto le mani attorno al collo dicendole: “Io ti ammazzo perché rompi troppo con le tue stupide domande!”. Soccorsa dai sanitari del 118, la donna aveva riportato 7 giorni di prognosi.

In occasione della vigilia di Natale del 2020, l’uomo, nel corso di una lite, la bloccò nuovamente al muro procurandole delle lesioni medicate dai sanitari del 118 e guaribili in 15 giorni. L’indagato ha continuato a picchiare la moglie anche davanti ai due figli di 6 e 9 anni, costretti ad assistere alla violenza del padre, come accaduto il giorno della denuncia (27 marzo scorso), quando il soggetto, dopo aver insultato e picchiato la donna, si rivolgeva a loro dicendo: “Muovetevi, altrimenti quella stronza non vi porta a scuola!”. Soccorsa dai sanitari del 118, la donna aveva riportato lesioni guaribili in 5 giorni.

Rintracciato dai Carabinieri, il 45enne è stato sottoposto alla misura cautelare del Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale che ha disposto l’allontanamento dalla casa familiare e il divieto di avvicinamento alla persona offesa.

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