
I prodotti oggetto di commercializzazione erano costituiti prevalentemente da capi d’abbigliamento, accessori vari e profumi, riportanti marchi e loghi di note case di moda contraffatti; i capi rinvenuti presso lo stabile risultato essere il luogo d’esercizio dell’attività commerciale sono stati sottoposti a sequestro, mentre la responsabile è stata denunciata alla Procura della Repubblica di Bologna per i reati di contraffazione e ricettazione. Nello stesso contesto e nel corso delle indagini, sono stati identificati e poi sanzionati amministrativamente gli acquirenti, via e-commerce, dei prodotti contraffatti.
I finanzieri della Compagnia di Imola, oltre a procedere alla ricostruzione della posizione fiscale della signora – del tutto sconosciuta al fisco – hanno altresì denunciato quest’ultima per l’indebita percezione del reddito di cittadinanza, con contestuale segnalazione all’INPS di Imola che ha proceduto al recupero di quanto già percepito e alla revoca del suddetto sussidio; in merito è stato riscontrato come la denunciata avesse già incassato circa 6mila euro di indennità non spettanti ed avesse richiesto, ma non ancora riscosso, un’ulteriore somma pari a circa 11mila euro.
L’attività dei finanzieri costituisce, nel caso di specie, esempio dell’azione di contrasto ai fenomeni di contraffazione, veicolati anche attraverso l’utilizzo dei social media più noti, e alle situazioni di spreco di denaro pubblico a danno del bilancio statale e di indebito accesso a prestazioni assistenziali e a misure di sostegno al reddito, capaci di generare iniquità e minare la coesione sociale.


