«Il fattore tempo è fondamentale, si percepisce molta preoccupazione e incertezza per chi deve pianificare la propria attività. Il governo deve intervenire prioritariamente sui crediti bloccati e poi sulla revisione della misura. Il coinvolgimento delle associazioni di categoria è un fattore importante per rendere gli interventi attuabili e calzanti alle esigenze delle imprese. Abbiamo bisogno come secondo punto di una proroga per realizzare le pratiche autorizzate oltre il 31/12/23 visto che le cessioni dei crediti sono di fatto bloccate, o molto rarefatte, da autunno dell’anno scorso».

Così Fabrizio Salomoni, coordinatore nazionale settore Costruzioni di Confcooperative Lavoro e Servizi commenta lo stop sul Superbonus e l’esito del confronto tra governo e imprese.

E su la strada da seguire sono chiare le indicazioni della cooperazione. «Il futuro dipende dalle scelte che verranno faranno fatte nei prossimi tre mesi. Chiediamo di essere ascoltati in un confronto che auspichiamo aperto e leale. Tanti i nodi da sciogliere come il tema della riqualificazione del patrimonio pubblico e dell’edilizia agevolata e sovvenzionata (IACP) che potrebbe rappresentare un naturale bacino in cui far confluire maestranze e imprese che via via diminuiranno i volumi di intervento sull’edilizia privata», conclude Salomoni.

 

 

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