foto: Roberto Brancolini

L’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena e l’Azienda USL di Modena organizzano un incontro aperto alla cittadinanza per conoscere e prevenire il Piede Diabetico. L’incontro si tiene lunedì 20 febbraio 2023 presso la Sala Villaggio Giardino in via Marie Curie numero 22 del Quartiere 4 di Modena dalle ore 18 alle ore 20 e vede coinvolte anche Associazioni di Volontariato (AVIS, Amici del Cuore) in un progetto che intende sensibilizzare Enti locali, Polisportive, Parrocchie, Enti Sportivi.

Scopo dell’incontro è di presentare alla popolazione modenese l’avanzamento delle conoscenze sui fattori di rischio per la sindrome del piede diabetico, far conoscere i principali fattori di rischio per le malattie metaboliche e cardiovascolari prevenibili con corretti stili di vita. Inoltre, vuol favorire la condivisione di esperienze allo scopo di permettere lo sviluppo di una rete di iniziative in grado di migliorare gli aspetti di “socialità attiva”, capace di migliorare il benessere e la salute dei cittadini.

La “Sindrome del Piede Diabetico” rappresenta una temuta complicanza del diabete associata a neuropatia e a diversi gradi di infezione ed ischemia e causa elevato rischio di ospedalizzazione, mortalità ed amputazione d’arto, con impatto significativo sulla qualità ed aspettativa di vita e sui costi di assistenza. L’Azienda Ospedaliero–Universitaria di Modena, assieme all’Azienda USL di Modena e alla Direzione del Nuovo Ospedale di Sassuolo, ha attivato un Percorso Diagnostico Terapeutico dedicato alPiede Diabetico che dal 2019 ha visto il coinvolgimento di tanti operatori sanitari che si interfacciano a vari livelli coinvolgendo Diabetologi, Specialisti in Medicina Interna, Endocrinologia, Chirurgia vascolare, Ortopedia, Malattie Infettive, Dermatologia, Radiologia, Microbiologia Clinica, Nutrizione clinica, Fisiatria, Psicologia Clinica e Medici di Medicina Generale. Tale modalità di assistenza ha portato ad una netta riduzione delle amputazioni maggiori e al miglioramento dell’assistenza al paziente diabetico spesso con poli-patologie.

“In molti Paesi sviluppati si stima una incidenza annuale del 2% di nuova ulcera su piede in soggetti diabetici – ha spiegato il dott. Mauro Maurantonio, medico della UOC di Medicina Metabolica e coordinatore del Team Multidisciplinare dell’AOU di Modena, Ospedale Civile di Baggiovara – nella nostra Provincia ancora molti pazienti diabetici presentano complicanze e almeno 4 pazienti su 1000 presentano ulcere agli arti inferiori a rischio di amputazione. Si stima che, nel mondo, ogni 20 secondi una persona con diabete subisce un’amputazione legata alle conseguenze della malattia: ciò è particolarmente preoccupante in considerazione della crescita continua della prevalenza del diabete. La prevenzione del piede diabetico, quindi passa attraverso la cura del diabete nel suo complesso: la conoscenza dei fattori di rischio cardiovascolari e la loro prevenzione attraverso i corretti stili di vita, la corretta gestione della terapia da parte di tutti gli specialisti che curano le persone con il diabete (medici di famiglia, diabetologi, specialisti di medicina interna, nefrologi e cardiologi), l’educazione sanitaria e riattivazione dopo la fase acuta di malattia.”

“Il movimento, praticato con regolarità e attenzione deve essere parte di uno stile di vita che, insieme alla corretta alimentazione può prevenire e curare numerose condizioni patologiche” – afferma il Dott. Gustavo Savino, Direttore della Medicina dello Sport dell’AUSL di Modena. L’Attività Motoria Adattata costituisce un percorso già attivo presso l’UOC di Medicina dello Sport della AUSL di Modena ed è dedicato a soggetti affetti da patologie croniche stabilizzate in fase post-riabilitativa per cui è fondamentale contrastare la sedentarietà. “La prevenzione del piede diabetico e delle sue recidive, nel contesto della presa in carico del paziente con sindrome metabolica, potrà prevedere percorsi dedicati di Attività Motoria Adattata al fine di migliorarne la qualità di vita, il compenso metabolico, contrastare la progressione di neuropatia e arteriopatia distale e ridurre il rischio di disabilità”.

L’incontro di lunedì vuole essere il primo passo di un percorso di sensibilizzare sull’importanza di costruire una rete di azioni preventive a tutto campo, coinvolgendo le Associazioni di volontari attraverso protocolli condivisi di screening ed educazione al corretto stile di vita, in un progetto che possa valorizzare anche il patrimonio ambientale, storico e culturale di Modena.

 

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