I Carabinieri del Nucleo Operativo Radiomobile della Compagnia di San Giovanni in Persiceto hanno eseguito un’ordinanza applicativa di misura cautelare in carcere nei confronti di tre tunisini, un 38enne residente a Bologna, un 40enne e un 43enne residenti in Provincia di Bologna, indagati per lesione personale aggravata in concorso.

Il provvedimento, firmato dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Bologna e richiesto dalla Procura della Repubblica di Bologna, nasce da un’informativa dei Carabinieri per risalire a una banda di criminali che, durante un regolamento di conti, aggredì due connazionali a colpi di machete e bastoni la sera dell’8 luglio 2022, davanti a un esercizio pubblico di San Pietro in Casale. All’epoca dei fatti i due malcapitati, tunisini sulla quarantina, residenti in Provincia di Bologna, dopo aver informato i Carabinieri di essere stati aggrediti a bordo del loro furgone durante una rapina a mano armata, furono trasportati al Pronto Soccorso dell’Ospedale Maggiore, dove furono medicati a seguito di ferite da arma da taglio che avevano sul corpo e dimessi qualche giorno dopo con 30 e 51 giorni di prognosi.

Il movente della rapina però non convinse i Carabinieri che iniziarono a far luce sull’accaduto, prima ritrovando il machete sporco di sangue nelle vicinanze dell’esercizio pubblico, poi analizzando i filmati registrati dalle videocamere di sicurezza installate in zona ed esaminando la vita sociale dei due malcapitati che avevano dei legami con soggetti gravati da precedenti di polizia in materia di sostanze stupefacenti. Poco dopo, infatti, i Carabinieri hanno scoperto che l’agguato era stato commesso per un debito di droga che le due vittime non avevano ancora saldato. Un attacco “premeditato” e commesso da “soggetti spregiudicati”, come riportato dal GIP nelle osservazioni della misura cautelare: “Le modalità dell’aggressione, condotta con l’impiego di armi potenzialmente letali, in luogo pubblico, con premeditazione ad opera di un gruppo criminale che ha evidentemente adottato la violenza quale modalità di tutela dei propri interessi illeciti, denotano un pericolo di recidiva estremamente intenso. Si tratta di soggetti spregiudicati, totalmente privi di freni inibitori e pronti ad azioni eclatanti e pericolose per la sicurezza e l’incolumità pubblica…”.

I tre tunisini, destinatari della misura cautelare, sono stati rintracciati dai Carabinieri e tradotti in carcere, a disposizione dell’Autorità giudiziaria.

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