
Il poliziotto era riuscito a notare che l’altro conducente, già al momento dell’impatto, aveva la testa appoggiata sul volante e lo sguardo rivolto verso il pianale dell’auto. Intuendo che lo scarto del veicolo fosse riconducibile ad un improvviso malore del conducente, subito dopo l’impatto il poliziotto è sceso dal veicolo e si è precipitato su di lui, che però non era cosciente.
Grazie alla manovra cosiddetta GAS (guardo, ascolto e sento), si è accorto che l’uomo era stato colpito da un arresto cardiaco ancora in corso. Una volta chiamati i soccorsi, in attesa del loro arrivo il poliziotto ha iniziato subito a praticare la rianimazione cardio-polmonare, eseguendo le manovre apprese durante specifici corsi frequentati in servizio. Già da alcuni anni, infatti, i poliziotti di Reggio Emilia hanno la possibilità di acquisire apposite competenze di primo soccorso e abilitazione all’uso del defibrillatore grazie a corsi svolti da ANPAS (Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze), CRI (Croce Rossa Italiana) e Croce Arancione di Montecchio Emilia, che ha anche donato un apparecchio salvavita di ultima generazione alla locale Polizia Stradale.
Per 10 lunghissimi minuti, il poliziotto ha praticato senza sosta al malcapitato il massaggio cardiaco, fino all’arrivo sul posto di ambulanza e auto medica, il cui personale ha continuato le manovre salvavita. Dopo altri 15 minuti, il cuore dell’uomo ha ricominciato a battere e, subito, è partita l’ambulanza verso l’Ospedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia.
Nei giorni seguenti l’uomo si è ristabilito e alcuni parenti, venuti a conoscenza del ruolo decisivo del poliziotto nel salvargli la vita, hanno voluto esprimere la loro gratitudine, complimentandosi con gli agenti in servizio presso la Questura di Reggio Emilia.


