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Pochi giorni fa a Spezzano un numero considerevole di cittadini ha potuto ascoltare da alcuni rappresentanti di Hera come funzionerà il nuovo sistema di raccolta dei rifiuti nei nostri quattro comuni e quali ne siano le motivazioni.

È stato subito messo in chiaro che la Regione Emilia-Romagna ha semplicemente fissato due obiettivi: portare la raccolta differenziata dall’attuale 70% l’auspicato 84% e arrivare prima o poi alla fatturazione puntuale (cioè: più indifferenziato produci, più paghi).

Come arrivare a questi obiettivi è lasciato alle scelte politiche che ogni comune fa; nessun obbligo dall’alto, dunque, ma semplicemente scelte politiche delle amministrazioni comunali.

Mentre qualche comune ha attuato già da tempo la raccolta porta a porta integrale, i nostri quattro comuni hanno invece scelto un sistema misto che per il 90% della popolazione che vive nelle zone residenziali si traduce essenzialmente in due cambiamenti:

  • spariscono i cassonetti di carta e plastica
    (per cui viene attivato il porta a porta settimanale);
  • vengono cambiati i cassonetti dell’indifferenziato
    (apribili con badge personale per introdurre una quantità limitata di rifiuti).

Carta e plastica dovranno dunque essere raccolte dagli utenti in appositi sacchi di plastica (con barcode) e conservati in casa per un’intera settimana, fino al giorno previsto per la raccolta dello specifico materiale.

Chi ha un giardino o un portico o un balcone probabilmente già tende ad agire in quel modo e non avrà nuovi grossi disagi; chi ha invece un appartamento, magari piccolo, senza quelle dotazioni dovrà fare spazio anche ai rifiuti e potrebbe trovarsi in difficoltà.

Qualche difficoltà sorgerà invece sicuramente per i condomini, specialmente per quelli circondati da parcheggi: dove si poseranno decine di sacchi di plastica o di carta in modo un po’ decoroso? A questa specifica domanda Hera ha correttamente risposto di essere pronta a dare consulenze per i singoli casi; temiamo che queste consulenze dovranno essere parecchie.

Ci chiediamo – e l’abbiamo chiesto anche all’assessore fioranese all’ambiente – se valesse proprio la pena di introdurre il porta a porta per carta e plastica; visto che tutti gli altri cassonetti rimangono comunque, non si potevano lasciare anche quelli, magari svuotandosi più spesso e anche manutenendoli un po’ meglio di quanto non si sia fatto sinora? Un buon servizio, tutto sommato, si incentiva da sé.

Non si capisce bene come questo nuovo sistema possa concretamente aumentare la percentuale di differenziata; probabilmente una buona campagna informativa otterrebbe risultati migliori!

Per quanto riguarda i cassonetti dell’indifferenziata, a parte una piccola apertura laterale a disposizione del semplice passante, essi si potranno aprire solamente con un badge personale (o con uno smartphone), si potrà posare il proprio sacchetto dei rifiuti in un cassetto avente capienza di 30 litri e verrà conteggiato ogni utilizzo. Prima o poi – quando saremo diventati bravi, dice Hera; forse nel 2024, dice qualche altra voce; entro il 2024, dice la legge regionale – chi avrà aperto il cassetto meno volte verrà premiato e chi lo avrà aperto più volte verrà penalizzato.

A tale proposito si notino due cose:

  • a parità di rifiuti indifferenziati prodotti verrà premiato chi li tratterà in casa propria più a lungo per arrivare il più vicino possibile ai 30 litri;
  • premi e penalità deriveranno comunque dalla modulazione di una parte della bolletta e dunque non si sa bene quanto potrà essere vantaggioso e incentivante per il cittadino lavorare per Hera.

Sicuramente l’utilizzo di un badge per aprire il cassonetto sarà un problema per parecchi utenti poco avvezzi alla tecnologia. E c’è da sperare che tutto funzioni sempre a puntino e non si debba riportare in casa il proprio sacchetto di rifiuti perché il cassonetto non si apre (magari perché l’elettronica che dovrebbe leggere il badge si scalda troppo stando al sole in estate). Ci è stato infatti ricordato per bene che l’abbandono di rifiuti nei pressi dei cassonetti è un reato e non è mai giustificato, neppure se il cassonetto è pieno o non si apre. Insomma, la colpa non è mai di chi deve svolgere il servizio di raccolta; neppure se in qualche zona – ad esempio, a Nirano – passa veramente di rado per svolgerlo.

In fin dei conti ci pare che le nostre amministrazioni comunali abbiano voluto seguire la moda del porta a porta – che fa tanto green! – senza voler creare enormi disagi a tutti i cittadini come è chiaro sarebbe avvenuto se si fosse scelto il porta a porta integrale.

Il nostro timore è che il sistema di porta a porta moderato che ci aspetta dai prossimi mesi sia solamente l’inizio di un cammino che porterà al porta a porta integrale e – en passant – al controllo sistematico dei cittadini tramite barcode e badge vari.

Abbiamo chiesto in modo chiaro quali siano le intenzioni per il futuro. Hera ha vinto il servizio per i prossimi quindici anni; dobbiamo aspettarci che almeno per quindici anni il sistema di raccolta rifiuti non subirà ulteriori variazioni in peggio per i cittadini? A questa semplice domanda i rappresentanti di Hera hanno dato una risposta piuttosto evasiva; e più o meno nello stesso modo ci ha risposto l’assessore: i termini del servizio sono quelli illustrati e se si vorrà cambiare qualcosa nella raccolta dei rifiuti occorrerà rivedere gli accordi con Hera.

Noi non sappiamo che intenzioni abbiano in cuore gli attuali amministratori, se andare o meno e con che tempi verso il porta a porta integrale come vorrebbero gli estremisti dell’ideologia verde; chiediamo però, per il momento, che il nuovo metodo sia posto in sperimentazione e che si dia la disponibilità a fare un passo indietro se l’esperienza si rivelerà problematica per i cittadini.

Ai cittadini dei nostri quattro comuni chiederemo prossimamente di sottoscrivere una nostra petizione in tal senso.

(Fratelli d’Italia Distretto Ceramico)

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