Nuove difese sulla sponda sinistra del Taro, unite a opere contro il dissesto idrogeologico sulla Strada del Pescatore, storico argine naturale dell’Interporto della città. E ancora: interventi per il recupero morfologico e ambientale lungo il corso d’acqua, nel tratto tra il ponte di Maria Luigia e l’Autostrada A1.

Si è svolto oggi un sopralluogo di Irene Priolo, vicepresidente regionale con delega alla Difesa del suolo e alla Protezione civile, nell’area interessata da importanti lavori finanziati per porre rimedio alle conseguenze delle ondate di maltempo del 2018. Con l’esponente della Giunta regionale il sindaco di Fontevivo, Tommaso Fiazza e Meuccio Berselli, direttore di Aipo.

“Sono stati portati a termine due cantieri per 2 milioni di euro, con l’unico obiettivo di accrescere la sicurezza idraulica di una porzione significativa del territorio parmense- spiega Priolo-. Quelle ultimate sono prima di tutto opere strategiche ai fini della difesa del suolo e un’attenzione particolare è riservata alle loro ricadute ambientali: si sono svolte tenendo fermo l’obiettivo di ricreare le condizioni ottimali per la vita di specie faunistiche di pregio e di interesse Comunitario”.

Gli interventi, attuati con tecniche di ingegneria naturalistica, puntano a migliorare la qualità morfologica dell’alveo, grazie all’aumento della larghezza e alla deviazione della corrente. Il ripristino del ramo secondario del Taro, posto tra due siti di interesse Comunitario Sic e Zps (Basso e Medio Taro), contribuirà a ricreare habitat adatti per specie faunistiche di pregio.

“Al tempo stesso- prosegue Priolo, che nel corso del pomeriggio ha visitato anche l’Interporto Cepim- i lavori riguardano un’area di assoluta rilevanza nel sistema economico e della viabilità: il tratto interessato si sviluppa per circa 5 km ed è sede di infrastrutture di vitale importanza per il Paese, con sei attraversamenti fluviali: due ferroviari, Tav e Direttissima Mi-Bo, due ponti autostradali con l’A1 e Tibre e due statali, la Via Emilia e la Cispadana”.

Il Comune, individuato dalla Regione come soggetto attuatore degli interventi, ha stretto nel 2019 una convenzione con Aipo, che ha posto in capo all’Agenzia interregionale del fiume Po le funzioni di progettazione, appalto e direzione delle opere, poi realizzate tra 2020 e 2022.

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