Soliera celebra la memoria dei Fatti d’armi del 1944
immagine d’archivio

Soliera conserva e tiene viva la memoria dei Fatti d’Armi di Limidi del 1944, uno dei rari esiti positivi e non cruenti della lotta di Resistenza che vide la liberazione, all’ultimo momento, dopo un serrato negoziato tra partigiani e tedeschi, di decine di civili destinati alla fucilazione.
L’appuntamento è per domenica 20 novembre, alle 9.30, alla chiesa di San Pietro in Vincoli di Limidi per una celebrazione religiosa a cui farà seguito la deposizione di una corona di alloro alla lapide, posta sul fianco della chiesa, dove il sindaco di Soliera Roberto Solomita prenderà la parola, alla presenza delle autorità cittadine, dell’Anpi e di un rappresentante del Corpo bandistico Bruno Lugli di Soliera. Alle 11, nel salone parrocchiale, prenderà avvio la presentazione del libro di Luca Turci “Enrico Bellesia. Storia di un Sindaco antifascista e della sua famiglia tra le province di Modena e Reggio Emilia”, edito da Artestampa. A dialogare con l’autore sarà Metella Montanari dell’Istituto Storico di Modena.
Giovedì 24 novembre, alle 20.45, ad Habitat, in via Berlinguer 201, è in programma il recital storico “Marci su Roma. La resistibile ascesa del fascismo”, a cura di Anppia (Associazione nazionale perseguitati politici italiani antifascisti), mentre sabato 26 novembre, alle 11, nella sala consiliare del Castello Campori, verranno inaugurate e presentate le Raccolte civiche di Soliera, con la collaborazione di FMAV (Fondazione Arti Visive Modena).

Cosa accadde esattamente in quel lontano 1944? Il 3 novembre i partigiani liberarono Soliera: bloccarono tutte le strade d’accesso al paese, organizzarono una manifestazione di donne in piazza, diedero fuoco a documenti del Comune e fucilarono sei fascisti, tra cui tre militi della GNR, la Guardia nazionale repubblicana. Una decina di giorni dopo, il comando GNR organizzò un rastrellamento che portò al fermo di 104 persone. Contemporaneamente, i partigiani catturarono alcuni soldati tedeschi, dando così il via a una drammatica trattativa tra i comandi partigiani e quelli tedeschi di Carpi, che minacciarono pesanti rappresaglie nei confronti della popolazione di Limidi, qualora non venissero liberati gli ostaggi.
La mattina del 20 novembre 1944 sessanta cittadini furono schierati di fianco alla chiesa di San Pietro in Vincoli, a Limidi di Soliera, in attesa della fucilazione, mentre i nazifascisti cominciarono a incendiare le case del paese. Grazie anche alla mediazione del vescovo di Carpi Dalla Zuanna, la fucilazione venne sospesa e prevalse la volontà di effettuare lo scambio dei prigionieri. Si concluse così positivamente una vicenda unica in Italia, che vide nei fatti il riconoscimento dei partigiani come controparte del comando tedesco.

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