Agevolazioni nella ricerca di un alloggio, precedenza nelle graduatorie dei servizi per l’infanzia, gratuità dei corsi di formazione, stipendi più alti.

Sono alcune delle proposte della Cisl Funzione pubblica Emilia Centrale per attrarre giovani nella sanità e nel socio-sanitario, settori nei quali c’è una forte richiesta di personale, ma mancano operatori e chi ci lavora se può fugge alla ricerca di migliori condizioni.

«Sono anni che denunciamo la drammatica carenza di personale, sia nella sanità pubblica (ospedali e medicina territoriale) che nel socio-sanitario (soprattutto nelle Case residenza anziani) e, ancor di più, nelle cooperative sociali che erogano servizi alla persona – afferma Gennaro Ferrara, segretario generale aggiunto della Cisl Fp Emilia Centrale –

La situazione è ancor più preoccupante se pensiamo che nel 2035 nella nostra regione avremo 620 mila anziani ultra 75 enni (contro i circa 560 mila attuali) e un aumento delle persone sole (i nuclei unifamiliari saranno quasi il 40% del totale delle famiglie). Chi si prenderà cura di queste persone, visto che già oggi mancano medici di medicina generale, infermieri, oss ecc.?»

Per la Cisl Fp uno dei primi problemi è il trattamento economico, cioè la retribuzione.

Chi lavora nelle cooperative sociali, per esempio, appena ne ha la possibilità partecipa ai concorsi indetti da Ausl e Asp, dove può godere di migliori condizioni di lavoro.

«Anche nella sanità pubblica, però, – sottolinea Ferrara – retribuzioni e opportunità professionali non sono certo tra le più favorevoli d’Europa. Ecco perché molti giovani medici e infermieri preferiscono lavorare all’estero, con il paradosso che se ne vanno dopo che noi li abbiamo fatti studiare, istruiti e formati. Per non parlare della situazione dei Pronto soccorso degli ospedali, dove aggressioni, insulti e minacce agli operatori sono quasi quotidiani».

Tuttavia secondo la Cisl Fp è possibile invertire questo trend ricorrendo ad alcune leve già utilizzate in passato per incentivare le persone a lavorare negli ospedali periferici o di montagna.

«È necessario costruire velocemente un percorso di welfare coinvolgendo enti locali, aziende sanitarie, associazioni datoriali e sindacati. I professionisti sanitari disponibili sul mercato possono essere attratti nel nostro territorio se hanno a disposizione un pacchetto di “benefit”. Ad esempio – spiega Ferrara – agevolazioni nella ricerca dell’alloggio e precedenza nei servizi per l’infanzia, a partire dall’inserimento dei figli nei nidi. Qualcosa del genere lo abbiamo già fatto negli anni Novanta e l’esperienza è risultata positiva».

La Cisl Fp aggiunge che anche a Modena ci sono persone alle quali piacerebbe lavorare nel settore sanitario e socio-sanitario, ma non hanno i soldi per iscriversi ai corsi di formazione professionale che rilasciano i titoli necessari per lavorare.

«Basterebbe mettere a disposizione corsi gratuiti per garantire la disponibilità di nuove leve da inserire nel mondo del lavoro – dichiara Ferrara – Occorre, però, fare presto, perché altrimenti rischiamo nel medio periodo una riduzione delle prestazioni sanitarie».

La Cisl Fp, infine, dice no a una modifica del modello sanitario e socio-sanitario territoriale a suon di appalti ed esternalizzazioni.

«Vogliamo rimettere al centro la salvaguardia del lavoro pubblico. Lo abbiamo ribadito il 29 ottobre a Roma durante la manifestazione organizzata con Fp Cgil, Uil Fpl e Fials per chiedere al governo – conclude Gennaro Ferrara, segretario generale aggiunto della Cisl Fp Emilia Centrale – un immediato e concreto impegno sulla sanità che garantisca la tutela della salute come diritto fondamentale della persona e della collettività».

 

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