Prima i tagli dei fondi statali e la crisi economica. Poi la pandemia sanitaria, che negli ultimi anni ha messo a dura prova anche le amministrazioni locali, ora il “caro bollette”.

Anche i sindaci dell’Unione dell’Appennino bolognese si trovano ad affrontare una nuova difficile situazione provocata dall’aumento dell’energia elettrica e del gas, e per garantire il buon andamento della macchina amministrativa hanno deciso di introdurre alcune soluzioni che non incidano in modo significativo sui servizi essenziali offerti ai cittadini.

Una delle prime azioni che sono state deliberate è stata quella di intervenire sull’illuminazione pubblica: una linea comune e dalle soluzioni differenti. Alcune amministrazioni hanno deciso di anticipare di un’ora lo spegnimento la sera e ritardare di un’ora l’accensione mattutina; altre hanno pensato allo spegnimento alternato dei lampioni, alcuni sindaci hanno deciso di ridurre l’intensità dell’illuminazione.

Una decisione questa che è stata ponderata da tutti i sindaci e che tiene conto della sicurezza dei residenti. Negli ultimi anni la priorità dei sindaci dell’Unione è stata quella di salvaguardare il tessuto sociale ed economico del territorio e anche in un momento in cui l’emergenza sanitaria ha portato alla chiusura temporanea di diverse attività, le amministrazioni hanno sempre governato a favore delle famiglie e delle imprese. Ora il “caro bollette” e la volontà di agire per il bene comune.

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