Tutti a processo per la morte di Laila El Harim. Oggi, giovedì 13 ottobre 2022, in Tribunale a Modena, si è tenuto il prosieguo dell’attesa udienza preliminare del procedimento penale per la tragica morte bianca dell’operaia quarantenne di origine marocchina, ma in Italia da oltre vent’anni, residente a Bastiglia, rimasta incastrata e schiacciata in una fustellatrice nell’azienda del settore packaging in cui lavorava, il 3 agosto 2021: l’ennesimo infortunio mortale sul lavoro aveva avuto vasta eco, la donna era stata ricordata dalle più alte cariche dello Stato e il Ministro del Lavoro, Andrea Orlando, aveva avviato anche un’indagine ministeriale parallela all’inchiesta dell’autorità giudiziaria.

Dopo una breve camera di consiglio il Gup, dott.ssa Barbara Malvasi, accogliendo in toto le richieste del Pubblico Ministero che ha ereditato il fascicolo, la dott.ssa Claudia Natalini (il precedente Sostituto procuratore titolare, la dott.ssa Maria Angela Sighicelli, è andata in pensione), ha rinviato a giudizio tutti e tre gli indagati e ora formalmente imputati.

L’ipotesi di reato contestata è l’omicidio colposo in concorso con l’aggravante di essere stato commesso con la violazione delle norme antinfortunistiche. I due imprenditori e l’azienda dovranno comparire in aula il 17 gennaio 2023 avanti il presidente del Tribunale, dott. Pasquale Liccardo, per quella che sarà però solo un’udienza cosiddetta “filtro” e di smistamento nel corso della quale sarà definito il calendario delle udienze del dibattimento vero e proprio.

Nella precedente udienza del 16 giugno il giudice aveva accolto tutte le richieste dell’avv. Dario Eugeni, del Foro di Bologna, che assiste i genitori, i fratelli e le sorelle della vittima unitamente a Studio3A-Valore Spa, società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini, a cui tutta la famiglia di origine di Laila si è rivolta attraverso la consulente legale Sara Donati. Allora erano state ammesse sia la costituzione di parte civile nei confronti di tutti e tre gli imputati sia la citazione del responsabile civile, ma nel frattempo i congiunti della vittima sono stati tutti risarciti: il rinvio, allora, era stato concesso proprio per consentire ai legali degli imputati di esaminare gli atti di costituzione e le relative istanze.

L’avv. Eugeni quest’oggi ha conseguentemente revocato la costituzione di parte civile e ritirato l’istanza di citazione del responsabile civile.

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