Marina Martini e Stefano Gennari

È un intervento unico nel suo genere quello che lo scorso 2 settembre, grazie all’ausilio di speciali occhiali intelligenti, ha permesso di sostituire per la prima volta la PEG (Gastrostomia Endoscopica Percutanea) al domicilio dell’assistita, una modenese 78enne affetta da sclerosi laterale amiotrofica (SLA), evitando così il ricovero in ospedale.

Si è trattato di un evento eccezionale per il setting in cui si è svolto, quello domiciliare appunto, e per l’utilizzo di una tecnologia, gli smart glasses, in dotazione esclusiva in Italia alla struttura complessa di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva dell’Azienda USL di Modena diretta dal dottor Mauro Manno, che ha consentito il dialogo da remoto tra l’infermiera al domicilio della paziente e uno specialista endoscopista: grazie a questa esperienza, si allargano gli orizzonti di applicazione di questa innovativo strumento, per una tecnologia che esce dall’ospedale ed entra nelle case dei cittadini che necessitano di assistenza anche specializzata.

Cos’è la PEG – Acronimo di Gastrostomia Endoscopica Percutanea, è un tubicino che collega la cavità gastrica con l’esterno, posizionato per via endoscopica nei pazienti che presentano disturbi organici o funzionali alla deglutizione, per permettere l’assunzione di cibi e di liquidi. In occasione del primo posizionamento, per mantenere in sede la PEG, viene applicato un bumper (una sorta di bottone) all’interno dello stomaco. Dopo un certo periodo di utilizzo o se si dovesse ostruire, come nel caso della 78enne, il tubicino dev’essere rimosso e sostituito: un’operazione che è sempre stata eseguita in ospedale, per la delicatezza dell’intervento dovuta allo sganciamento del bumper dalla parete dello stomaco.

L’eccezionalità dell’intervento – Proprio qui sta la particolarità dell’evento che ha riguardato la 78enne: l’utilizzo degli smart glasses, uniti alla collaborazione tra il servizio di Assistenza domiciliare (SADI) del Distretto di Mirandola e l’unità di Endoscopia Digestiva, ha reso possibile sostituire il primo impianto della PEG senza spostare la paziente, che è potuta rimanere al proprio domicilio evitando così i rischi connessi al trasporto e al ricovero, che per una persona fragile possono essere anche molto pericolosi.

A casa della donna si sono recati Marina Martini, infermiera specialista dell’Endoscopia, e Stefano Gennari, infermiere della Domiciliare che assiste da tempo la 78enne: indossando gli speciali occhiali intelligenti l’infermiera si è tenuta in collegamento audio/video con un medico dell’Endoscopia Digestiva, che da remoto, dal monitor di un computer, ha potuto vedere l’intera operazione e apportare i propri suggerimenti, per altro visibili sul visore degli occhiali indossati dall’infermiera specialista. L’intervento si è concluso con successo nell’arco di circa 15 minuti, senza complicanze né necessità di ulteriori interventi. Ad assistere era presente anche la caregiver famigliare, la figlia della donna, che ha potuto apprezzare la sinergia tra i sanitari e l’utilità della tecnologia innovativa a tutela della salute della madre.

Le successive sostituzioni saranno più semplici e potranno essere eseguite sempre a domicilio dagli infermieri del SADI, in quanto le PEG riposizionate non sono più dotate di bumper rigido ma è sufficiente azionare una valvola e sgonfiare il palloncino che la mantiene in sede.

Petrini, Donini, Manno

La telemedicina – dichiara l’Assessore alle Politiche per la Salute della Regione Emilia-Romagna, Raffaele Donini – è una realtà di straordinaria importanza e l’intervento dimostra, ancora una volta, che la sanità territoriale non è uno slogan, è una realtà concreta che assicura risultati come quelli di oggi, in cui il proprio domicilio si trasforma nel primo luogo di cura proprio grazie alla tecnologia. Continuiamo a investire sull’innovazione tecnologica e sulla sanità di prossimità: queste sono le due direttrici che assicurano ai cittadini una qualità di cura sempre più efficace. Al personale sanitario che ha effettuato l’intervento va il mio ringraziamento anche a nome della giunta regionale”.

L’utilità concreta della tecnologia – afferma Anna Maria Petrini, Direttrice Generale dell’Azienda USL di Modena – e le competenze e le abilità umane si sono fuse per dare vita a un intervento eccezionale, perché ha permesso di non spostare da casa una paziente fragile e questo è per noi fonte di grande soddisfazione. Favorire una sanità di prossimità, sfruttando l’innovazione e la tecnologia, è uno degli obiettivi che l’azienda sanitaria territoriale si è posta per tenersi al passo con i tempi e dare risposte sempre più adeguate ai bisogni della popolazione. Rivolgo un plauso agli operatori per la grande professionalità messa in campo e un sentito ringraziamento alla famiglia della paziente per la fiducia nel servizio sanitario pubblico che ha dimostrato”.

Siamo l’unica unità operativa di Endoscopia in Italia ad avere in dotazione gli smart glasses – spiega il Direttore Mauro Manno – e questo intervento rappresenta un esempio concreto di ciò che è possibile fare con l’ausilio di questa tecnologia. Tecnologia che porta con sé diversi vantaggi, tra cui l’utilizzo di una connessione protetta tramite un sistema certificato e adeguato all’attuale normativa sulla privacy, che consente quindi un’elevata protezione del dato sensibile. Tramite il visore degli occhiali è possibile effettuare diverse operazioni che facilitano il dialogo tra l’operatore che li indossa e lo specialista in remoto: si possono infatti scattare e inviare immagini dettagliate delle parti interessate dall’operazione in atto, apportando anche annotazioni testuali o grafiche. Il potenziale di questi dispositivi è enorme e si applica a diversi ambiti, tra cui l’assistenza domiciliare, permettendo di eseguire operazioni di una certa complessità senza necessità di ricoverare il paziente, con tutti i vantaggi che ne conseguono”.

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