A oggi il luogo in Emilia-Romagna al primo posto della classifica provvisoria (classifica provvisoria completa su www.iluoghidelcuore.it) è Via Vandelli: la madre di tutte le strade moderne, che tocca diverse località in Emilia-Romagna e Toscana, voluta dal duca Francesco III d’Este per collegare la sua capitale Modena con Massa e il mar Tirreno. Realizzata nel 1739 da Domenico Vandelli, era la più avveniristica delle strade carrozzabili e paradigma della rivoluzione viaria settecentesca per il commercio dalla Pianura Padana al porto di Marina di Avenza.

Il percorso, caratterizzato in alcuni tratti ancora dalla pavimentazione originale, si snoda attraverso suggestivi paesaggi naturali come quello del lago termale a Prà di Lana (Pieve Fosciana, Lucca) o delle Alpi Apuane, e nobili palazzi ducali a Modena, Massa e Sassuolo. Lungo tutto l’itinerario sono, inoltre, ancora perfettamente conservati alcuni edifici voluti dal Vandelli stesso con la funzione di osterie, stazioni di posta e rifugi per i viaggiatori, oggi di proprietà privata. I tratti di pavè originale hanno bisogno di un intervento di ripristino e di tutela e le infrastrutture necessitano di adeguata pannellistica storico culturale per farne conoscere l’importanza storica. A supportare questi obiettivi attraverso la raccolta voti c’è il comitato “Amici della Via Vandelli”, che raccoglie amici e viandanti che si sono uniti dopo la riscoperta del percorso e del rilancio come cammino a partire dal 2017.

 

Segue la Camera della Badessa affrescata dal Correggio a Parma, ritenuta uno dei capolavori del maturo rinascimento italiano. La stanza fa parte del complesso monumentale di San Paolo, un monastero benedettino fondato verso l’anno Mille dal vescovo di Parma, Sigefredo II, presso la chiesa, oggi sconsacrata, eretta nel 985 per accogliere le reliquie di santa Felicola. Il complesso ebbe il suo periodo di maggior splendore a cavallo dei secoli XV e XVI, quando furono badesse Cecilia Bergonzi e Giovanna da Piacenza, per la quale Correggio affrescò la Camera nel 1519. Il pittore realizzò un’innovativa decorazione illusionistica, con un pergolato dal quale si affacciano putti, tra nicchie simulanti bassorilievi a monocromo. Adiacente a questa una seconda camera, sempre appartenuta alla Badessa Giovanna, decorata secondo i canoni della pittura romana dell’epoca, da Alessandro Araldi (Parma, 1460-1528) che ivi lavorò nel 1514. Nel 2021 il Comune di Parma ha stilato un accordo con il Ministero della Cultura per la valorizzazione della Camera: sempre il Comune ne ha commissionato una verifica dello stato di conservazione delle superfici affrescate e degli arredi lignei, rilevando l’urgente necessità di un consolidamento delle superfici affrescate dal Correggio e dall’Araldi, a significativo rischio di distacco. La raccolta voti per questo “Luogo del Cuore” è sostenuta dal Comitato “Amici della Camera di San Paolo” di cui il Comune stesso è parte attiva che desidera estendere il coinvolgimento a tutte le scuole e alle diverse associazioni culturali del territorio.

 

Tra i luoghi più segnalati troviamo anche il Viale dei tigli e la Chiesa di Rigosa a Bologna. La Chiesa di Santa Maria del Carmine si trova in un angolo appartato, tra il torrente Lavino e la pianura coltivata a seminativo e frutteto, tipico paesaggio della pianura, non ancora contaminato dall’espansione urbanistica della periferia bolognese ed è raggiungibile percorrendo uno scenografico viale di imponenti tigli. I 26 esemplari di Tilia tomentosa hanno un valore monumentale e sono stati sottoposti a tutela della Regione Emilia-Romagna (decreto n. 1194 del 1994). Fu Matilde di Canossa a far costruire il primo nucleo della Chiesa che successivamente venne modificata e ampliata per essere infine completamente ricostruita intorno al 1885 e orientata verso la nuova strada di Rigosa. Tra il 1912 e il 1924 fu inaugurata la nuova facciata in stile tardo neoclassico, caratteristico delle chiese di campagna della pianura bolognese; fu risistemata internamente e furono costruite la sagrestia, la casa del campanaro, la sala parrocchiale, l’asilo e le scuole (attualmente non in uso). Il campanile, contenente cinque campane ancora funzionanti, la copertura e le facciate hanno visto recentemente importanti interventi di manutenzione sostenuti attivamente dai cittadini del borgo. L’obiettivo del comitato “Amici di Rigosa” è di conservare in sicurezza il viale dei tigli, la chiesa e gli edifici adiacenti che fanno parte del paesaggio e della memoria storica di Rigosa di Bologna.

 

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