Sollecitare il Governo affinché le scelte legate al Piano nazionale di ripresa e resilienza, il Pnrr, siamo sempre più sostenibili, e attivarsi con l’Unione Europea per escludere le fonti e tecnologie nucleari e del gas dal regolamento della “tassonomia verde”, cioè il sistema di classificazione dell’istituzione europea che definisce la sostenibilità delle attività economiche. Sono i principali inviti che rivolge all’Amministrazione l’ordine del giorno approvato dal Consiglio comunale nella seduta di giovedì 12 maggio.

La mozione, presentata da Paola Aime per Europa verde – Verdi e sottoscritta anche da Sinistra per Modena, ha ricevuto i voti a favore pure del Movimento 5 stelle e dei consiglieri del Pd Antonio Carpentieri, Lucia Connola e Stefano Manicardi. Astenuti gli altri consiglieri del gruppo Pd e Modena civica; contrari Lega Modena, Fratelli d’Italia – Popolo della famiglia e Forza Italia. Inoltre, l’Assemblea ha respinto un emendamento del M5s con cui si chiedeva all’Amministrazione comunale di attivarsi con Eni in modo che, “nel rispetto della transizione ecologica”, l’azienda persegua “la riduzione dei gas” come la Co2 e aumenti “la produzione di energie rinnovabili.
Presentando il documento in aula, la consigliera Aime ha sottolineato “le perplessità internazionali” legate al possibile inserimento del nucleare e del gas all’interno della “tassonomia verde”, un’azione che comporterebbe “l’accesso ai finanziamenti del Recovery fund di queste due fonti e tecnologie energetiche”. In particolare, l’energia nucleare, oggetto di due referendum “che hanno visto il voto contrario dei cittadini italiani”, nella mozione viene definita “inattuale, per il rischio ambientale e radioattivo e per l’incapacità di fornire un contributo significativo contro il global warming”.
In parallelo, l’ordine del giorno specifica che espandere la produzione di gas fossile “non avrebbe impatti rilevante nel prezzo di mercato del gas e quindi per le bollette” e, dal punto di vista ambientale, protrarre la transizione a gas con nuovi investimenti significherebbe “negare gli obiettivi di una transizione energetica che ci deve riguardare sia per la realizzazione di nuove tecnologie e nuova occupazione sia per la competizione sul mercato”.
Con queste premesse, quindi, il documento esprime contrarietà sull’inserimento di nucleare e gas nella “tassonomia verde” dell’Unione Europea e domanda all’ente locale di farsi promotore col Governo “per orientare le scelte del Pnrr per adeguare gli obiettivi del Piano energia e clima (Pniec) ai parametri europei”, anche coinvolgendo nelle riflessioni i soggetti sul territorio e puntando “a raggiungere il 40% degli obiettivi energia-clima entro il 2025 come raccomandato da Next Generation EU”. La mozione, inoltre, invita a “a scoraggiare nuovi investimenti sul gas, dalle trasformazioni delle centrali a carbone al riconoscimento del capacity market”, e a ridurre i Sussidi ambientalmente dannosi (Sad) che vengono concessi alle aziende, vincolandoli “a piani di breve termine e a iniziative concrete per l’efficienza energetica e per l’utilizzo delle fonti rinnovabili”.

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