Esattamente due anni fa, il 19 maggio 2020, in piena emergenza sanitaria, con l’Italia che riapriva timidamente dopo il primo lockdown, un decreto-legge (il n.34, il cosiddetto “decreto rilancio”) chiamava le Regioni a predisporre un piano di riorganizzazione ospedaliera in grado di fronteggiare le pandemie, aumentando il numero di posti letto di terapia intensiva e semi-intensiva, adeguando e ristrutturando i Pronto soccorso, incrementando la dotazione di automezzi per il trasporto dei pazienti Covid.

Non si trattava di una semplice richiesta per fronteggiare nell’immediato la situazione epidemiologica correlata al virus Sars-CoV-2: l’obiettivo del Governo, infatti, era rendere tale riorganizzazione strutturale, per potenziare il Servizio sanitario nazionale anche nel lungo periodo. Grazie agli strumenti contrattuali resi disponibili dal Commissario straordinario, le Aziende sanitare sono state messe in condizione di attivare i fornitori selezionati per i lavori ed i servizi tecnici, di ordinare le attrezzature per i reparti di terapia intensiva e semi intensiva e di approvvigionarsi di ambulanze e automediche.

A due anni di distanza, in tutta Italia si sta facendo il punto sullo stato di avanzamento della riorganizzazione.

Con questo scopo, una delegazione guidata dal direttore dell’Unità per il completamento della campagna vaccinale e per l’adozione di altre misure di contrasto alla pandemia, il generale Tommaso Petroni, e composta da 6 ufficiali dell’Esercito, sarà in visita in Emilia-Romagna da domani, martedì 17 maggio, a giovedì 19. L’Unità ha raccolto il testimone dalla Struttura commissariale dallo scorso primo aprile, con l’obiettivo di guidare questa fase di transizione fino alla fine del 2022, quando le competenze torneranno in carico al ministero della Salute.

“Siamo fieri di quanto il nostro Servizio sanitario regionale è riuscito a fare in questi due anni di pandemia- commenta l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Raffaele Donini- in uno sforzo senza precedenti per complessità, forze e risorse in campo. Non si è trattato solo di assicurare cure e assistenza, ma di strutturare una campagna vaccinale che, dai grandi hub ai piccoli centri, ha permesso di vaccinare con ciclo completo il 94,3% degli over 12, e di somministrare quasi 2.900.000 dosi aggiuntive. Siamo tra le prime regioni d’Italia per risultati raggiunti sul fronte nei nuovi posti allestiti nelle terapie intensive e subintensive: tutto ciò che abbiamo fatto, e che è frutto di una collaborazione proficua con la Struttura commissariale, è a disposizione della delegazione”.

I dati sulla riorganizzazione ospedaliera

Al 30 aprile 2022 la Regione ha allestito 165 nuovi posti in terapia intensiva e 230 in terapia subintensiva. L’investimento complessivo è stato di quasi 68,9 milioni di euro.

Sul fronte dei Pronto soccorso si sono conclusi 19 interventi, uno è di imminente conclusione e per altri 25 i lavori sono in corso. Gli interventi sono stati caratterizzati dall’ampliamento degli spazi con nuovi ambienti o dalla riorganizzazione degli esistenti, volti a creare percorsi differenziati per pazienti Covid. Alla fine di questa fase si sarà intervenuto su oltre 26mila metri quadri di strutture, con un investimento di 52,5 milioni di euro.

Infine, la Regione si è dotata di 17 nuove ambulanze attrezzate per trasportare pazienti infetti.

Tutto ciò nonostante le numerose difficoltà che hanno inciso sulla riorganizzazione, legate al fatto che molte aree durante gli interventi erano evidentemente occupate, alle assenze di personale e tecnici per Covid e al reperimento dei materiali il cui costo è lievitato negli ultimi tempi.

Il programma della visita

La visita avrà inizio martedì 17 maggio alle 10,30 nella Azienda Ospedaliera Universitaria di Parma per proseguire il giorno stesso alle 15 presso l’Ausl di Reggio Emilia. Il giorno successivo l’Unità è attesa alle 10,30 dall’Ausl Romagna-Rimini e alle 16 dall’Azienda ospedaliera universitaria di Ferrara. Il percorso si concluderà giovedì 19 maggio a Bologna dove è attesa alle 9 dall’Azienda Usl locale e alle 11,30 dall’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Bologna.

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