Sfiora il 6 per cento su base tendenziale annua (+5,9%) l’aumento dell’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività (Nic), calcolato nel mese di marzo 2022 sul territorio comunale di Modena; l’indicatore registra anche una crescita su base congiunturale rispetto al mese di febbraio 2022 (+ 1,1 %). L’inflazione, quindi, continua a crescere in maniera sostenuta, spinta dai rincari di energia elettrica, combustibili, carburanti e, in misura minore, dagli alimentari.

È quanto emerge dal calcolo dello stesso indicatore, sulla base dei prezzi rilevati sul territorio dal servizio Statistica comunale, secondo le disposizioni Istat.

Gli indici dei prezzi al consumo dello scorso febbraio sono stati elaborati nel contesto delle misure adottate con il Dpcm per contrastare la nuova ondata della pandemia; da segnalare il fatto che, già dalla fine di maggio 2021, la progressiva riduzione della gravità dell’emergenza sanitaria e la riapertura graduale della maggioranza delle attività commerciali di offerta di beni e servizi di consumo hanno limitato le criticità dei mesi precedenti, a partire da una netta diminuzione del numero di mancate rilevazioni che aveva raggiunto il picco nel mese di aprile 2020.

L’aumento congiunturale è particolarmente forte per le divisioni trasporti (+3,9%), soprattutto a causa dell’aumento del costo dei carburanti; per servizi ricettivi e di ristorazione (+2,5%); per abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+1,1%); per i prodotti alimentari e bevande analcoliche (+0,8%); abbigliamento e calzature (+0,2%); altri beni e servizi (+0,1%). Sono in calo, invece, le divisioni comunicazioni (-1,2%) e ricreazione, spettacoli e cultura (-0,9%). Invariate: servizi sanitari e spese per la salute; mobili, articoli e servizi per la casa; bevande alcoliche e tabacchi; istruzione.

In marzo i dati per tipologia di prodotto registrano un valore congiunturale in salita (+ 1,3 %) sul totale dei beni, col traino costituito soprattutto dai beni energetici (+ 5,8 %). Segno positivo anche per i beni non regolamentati (+ 1,3 %) e gli alimentari (+0,7%). Stabili i tabacchi e gli altri beni. Il totale dei servizi risulta in aumento rispetto a febbraio (+0,7%): nello specifico, segno più per i servizi ricreativi e culturali (+1,6%); i servizi relativi ai trasporti (+1,2%); servizi vari (+0,1%). In negativo, invece, i servizi relativi all’abitazione (-0,3%) e risultano invariati quelli relativi alle comunicazioni.

Sul sito del Servizio statistica del Comune (www.comune.modena.it/servizio-statistica/pagine-tematiche/prezzi) sono consultabili anche i dati sull’inflazione dei mesi precedenti.

Analizzando nel dettaglio le variazioni congiunturali mensili delle diverse divisioni di spesa emerge che il dato sui trasporti (+ 3,9%) è dovuto soprattutto ai carburanti (+10,8%, addirittura + 30,9% dall’anno precedente) e in modo minore dal costo delle automobili. Crescono anche i servizi relativi ai mezzi di trasporto privati (in particolare, il noleggio auto) e il trasporto aereo; in calo quello su rotaia.

Nei servizi recettivi e di ristorazione l’aumento del 2,5% è dovuto ai rincari diffusi per i servizi di alloggi (+10,5% nell’ultimo mese) affiancati da quelli, più modesti, di ristoranti e bar. Invariati i prezzi delle mense.

La divisione “abitazione, acqua, energetici” aumenta dell’1,1%: continuano a cresce, infatti, i prezzi del gas di rete e dell’energia elettrica, che ha un indice complessivo quasi doppio rispetto al 2015, l’anno “base” per i calcoli dell’inflazione. Sono forti anche i rincari del gasolio da riscaldamento (+14,1% nell’ultimo mese).

“Alimentari e bevande analcoliche” fa segnare + 0,8 %: con l’eccezione dei vegetali, tutte le classi di spesa interne alla categoria sono in crescita, in particolar modo: pesci e prodotti ittici (+1,7%), acque e bevande non alcoliche (+”,7%), pane e cereali (+0,9%), carni (+0,5%), oli e grassi (+”,3%), zucchero e dolciumi (+1%).

Leggero aumento anche per la divisione “abbigliamento e calzature” (+0,2%), dove crescono indumenti e accessori, stabili calzature e servizi di lavanderia, mentre alla voce altri beni e servizi (+0,1%) sono in ascesa parrucchieri ed estetisti (+2,2%), apparecchi non elettrici per la cura delle persone e le spese bancarie. In flessione le assicurazioni sui mezzi di trasporto (-3,9%).

Le uniche divisioni che segnano dei cali sono quelle delle “comunicazioni” (-1,2%), soprattutto a causa del costo degli apparecchi telefonici (-3%, nessuna variazione per servizi postali e di telefonia), e “ricreazione, spettacolo, cultura” (-0,9%) con flessioni interne alla categoria per i pacchetti vacanza (-6,6%), gli articoli per giardinaggio, apparecchi come i computer o per registrazione e riproduzione, libri e periodici. In aumento, invece, i beni durevoli per ricreazione all’aperto, giochi e giocattoli.

Invariate, senza particolari variazioni interne alle categorie, le divisioni “bevande alcoliche e tabacchi”, “mobili, articoli e servizi casa”, “servizi sanitari e spese salute”, “istruzione”.

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