
Un bilancio definitivo non è ancora possibile ma i primi dati ci dicono che anche se non si sono raggiunti gli arrivi e le presenze del 2019, soprattutto a causa dell’imperversare della variante Omicron durante le festività natalizie, il recupero è stato sicuramente positivo anche oltre quanto registrato in molte località alpine.
Il prodotto “Appennino Bianco” in una stagione di forte incertezza quale è stato l’inverno 21/22, è risultato vincente grazie anche al fatto che il turista ricercava, e ricerca tutt’ora la prossimità, visto che all’incognita degli effetti della pandemia si sono sostituiti i timori per la guerra in corso in Ucraina. La prossimità è sinonimo di sicurezza e tranquillità, di luoghi e strutture conosciute, di gestioni familiari, di prodotti di qualità ad un prezzo calmierato. Tutti elementi che sono propri dell’offerta turistica della nostra Montagna.
“E’ necessario però sostenere il turismo in Appennino, un comprensorio fatto di luoghi che stanno cercando in tutti i modi di rinnovarsi per diventare sempre più attrattive, visto che arriveranno finalmente anche i tempi in cui il mercato turistico tornerà ad una sua normalità ed allora la nostra Montagna dovrà attirare turisti non solo dall’Italia ma da tutto il mondo” conclude Gibertini.


