Home Comprensorio Cisl: “Rischio sociale nel distretto ceramico, subito tavolo con istituzioni”

Cisl: “Rischio sociale nel distretto ceramico, subito tavolo con istituzioni”

«In questa fase in cui la forte domanda di prodotti ceramici si scontra con la non convenienza a produrre per colpa dei rincari energetici, non possiamo attuare una strategia puramente difensiva. I Comuni facciano pressione sulle multiutilities di cui sono azionisti affinché contengano gli aumenti dei costi sia per le imprese che per le famiglie. Attraverso la contrattazione sociale possiamo conciliare le esigenze di tutti».

Lo afferma Rosario Roselli, responsabile della Cisl Emilia Centrale per la zona di Sassuolo, sollecitando l’apertura di un tavolo con le istituzioni per affrontare la crisi economica e sociale che sta colpendo il distretto ceramico.

«Le famiglie del nostro territorio, già provate dai forti aumenti dei costi di carburanti e beni di prima necessità, rischiano di dover affrontare anche l’impatto della cassa integrazione cui stanno ricorrendo molte aziende energivore o in difficoltà nel reperimento delle materie prime – dichiara Roselli – Parliamo di migliaia di persone che, a causa dell’inflazione, hanno visto ridotto il loro potere d’acquisto, nonostante contratti nazionali e aziendali di lavoro rinnovati responsabilmente in un contesto di emergenza pandemica. Queste famiglie rischiano di pagare tre volte le conseguenze della tempesta che si sta abbattendo sul nostro distretto».

Secondo il responsabile sassolese della Cisl Emilia Centrale le aziende che utilizzano gli ammortizzatori sociali perché non possono produrre a causa dei rincari energetici o del blocco delle forniture rischiano di uscire per sempre dal mercato, proprio adesso che la domanda dei nostri prodotti ha ricominciato a crescere.

«Bisogna rendere strutturale questo trend virtuoso, favorire l’aumento delle produzioni e scongiurare il pericolo di stagflazione – dice Roselli – Un calo della domanda combinato ad alti costi produttivi avrebbe gravi conseguenze: chiusure aziendali, riduzioni di personale, costi economici e sociali. Per questo chiediamo un confronto con le istituzioni finalizzato a concordare interventi che sostengano politiche attive per il lavoro e lo sviluppo delle imprese.

Lo stesso Patto regionale per il lavoro e il clima va aggiornato al nuovo quadro nazionale e internazionale.

Infine si deve elaborare un piano nazionale per l’energia accelerando il passaggio alle rinnovabili, ma senza abbandonare subito l’utilizzo del gas metano che – conclude Rosario Roselli, responsabile della Cisl Emilia Centrale per la zona di Sassuolo – copre il 52% del consumo interno lordo del sistema industriale manifatturiero regionale».

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