Vincenzo Colla (Copyright: Regione Emilia-Romagna A.I.C.G. – Autore: Ballardini Pietro)

Dalla creazione di modelli di comunità energetiche alla produzione di energia da fonti rinnovabili, fino alla mobilità delle merci in aree interportuali e al riutilizzo dei materiali di scarto, per giungere alla riduzione dell’impatto ambientale sull’intero ciclo di vita dei prodotti delle imprese calzaturiere.

Sono alcuni degli ambiti di intervento dei sette laboratori per l’innovazione e la sostenibilità delle imprese emiliano-romagnole finanziati dalla Regione con uno stanziamento di 540 mila euro, per il biennio 2022/23. Progetti legati a settori che vanno dalla moda all’industria edile, dalla logistica sostenibile e alle comunità energetiche. I laboratori saranno realizzati nelle province di Ravenna, Parma, Modena, Bologna, Forlì Cesena e Ferrara.

Continua così il sostegno della Regione alla rete dei laboratori territoriali per la sostenibilità delle imprese, come parte integrante della propria strategia per l’attuazione dell’Agenda 2030, contribuendo anche al progetto di rilancio e sviluppo dell’economia regionale definito attraverso il Patto per il Lavoro e il Clima.

Complessivamente sono state 23 le proposte progettuali presentate, con caratteristiche legate ai sistemi produttivi territoriali, e sostenute da gruppi che comprendono Enti locali, Camere di commercio, associazioni Clust-ER, centri per l’innovazione della Rete alta tecnologia, imprese, associazioni e università.

“I progetti finanziati dimostrano come sia possibile declinare lo sviluppo sostenibile in azioni strategiche territoriali che, attraverso co-progettazioni, permettano di costruire una società basata su buone pratiche -ha affermato l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Vincenzo Colla-. Si tratta di percorsi condivisi che attraverso approcci innovativi sono in grado di produrre benefici diffusi. Per questo rappresentano modelli da premiare e a cui guardiamo con grande attenzione per il futuro dell’Emilia-Romagna”.

I laboratori attiveranno percorsi di formazione, co-progettazione e sperimentazione di azioni pilota su ambiti tematici specifici quali economia circolare e simbiosi industriale, logistica e mobilità sostenibile delle merci, con l’obiettivo di supportare le imprese ad adottare nuovi modelli organizzativi per la produzione di beni e servizi.

 

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