No alla disponibilità a usare mezzi propri per fare servizi esterni e a utilizzare strumentazione personale per svolgere il lavoro, stop alla partecipazione al piano straordinario di formazione e agli straordinari, stop alle task force. Anche tra le fila dell’Ispettorato territoriale del lavoro di Parma-Reggio Emilia, riconosciuto come agenzia dal 2015, entra nel vivo lo stato di agitazione unitaria indetto da Cisl Fp, Fp Cgil, Uilpa e Confsal Unsa, Usb, Flp, Confintesa che, per altro, prevede un’assemblea di un’ora al giorno sino a venerdì, giorno presidio delle sedi su tutto il territorio nazionale. Agli Ispettorati del lavoro, come noto, competono ruoli di contrasto al sommerso e di vigilanza sul rispetto della normativa su lavoro e previdenza.

“Da tempo rivendichiamo personale, formazione adeguata anche in relazione alle nuove competenze (da dicembre 2021 si sono aggiunte nuove competenze sulla materia degli infortuni sul lavoro) e forniture di strumentazione adeguata – spiegano le organizzazioni sindacali –. Ora i lavoratori dell’Ispettorato nazionale del lavoro sarebbero esclusi dall’equiparazione salariale alle aree dei Ministeri, la cosiddetta perequazione dell’indennità di amministrazione, così come scritto in una bozza di Dpcm in discussione al governo. Un fatto molto grave se si considera che tutti i lavoratori, che sono una trentina su Reggio e altrettanti su Parma, sono soggetti al contratto nazionale del lavoro comparto ministeri che, di fatto, verrebbe disatteso”.
Venerdì dalle 10 alle 11 è previsto il presidio della sede di via Paolo Borsellino 40/42, mentre a Roma si terrà una manifestazione nazionale il 4 marzo.

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