Così l’Amministrazione comunale di Maranello:

“Riguardo allo considerazione dei due Circoli Legambiente, è doveroso fare alcune precisazioni. Innanzitutto sulla possibilità di collocare il futuro Osco in un’area già edificata, perché l’Ausl, titolare del progetto, ha escluso a priori soluzioni del genere, non praticabili da un punto di vista tecnico-economico. I fondi per tale opera, infatti, provengono dal PNRR e sono utilizzabili per la sola realizzazione di un edificio, escludendo dunque altre azioni come la demolizione o la bonifica di una struttura già esistente.

Occorre inoltre ricordare come tutti i Comuni dell’Unione, votando all’unanimità una delibera di giunta, abbiano individuato nel terreno messo a disposizione da Maranello la migliore opzione tra quelle praticabili nel Distretto Ceramico. In piena coerenza, tra l’altro, con un elemento sottolineato dalla pandemia: l’importanza di presidi sanitari locali dislocati sul territorio in modo più capillare possibile.

Riguardo all’impatto urbanistico e viario ipotizzato dai due Circoli, invece, è utile precisare che il futuro Osco, viste le sue funzioni e la tipologia dei suoi utenti ben diverse da quelle di un ospedale tradizionale, porterebbe in realtà ad un impatto viario paragonabile a quello di una piccola residenza per anziani, quindi pressoché nullo per i residenti.

Infine, contrariamente a quanto sostenuto dai due Circoli, non è prevista la realizzazione di altri edifici adiacenti al futuro Osco, dove già sorgono strutture frequentate da persone con fragilità o con disabilità (ad esempio ‘La Grangia’) che possono godere di un ambiente salubre, punto di forza anche per i pazienti dell’Osco. Inoltre, l’area individuata in Via Cappella in realtà è già ben raggiungibile dal trasporto pubblico: a poche centinaia di metri è infatti situata una fermata bus. E ad ogni modo le future modifiche terranno conto delle esigenze degli utenti della strutture anche da questo punto di vista”.

 

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