
«Confcommercio -spiega Davide Massarini- ha chiesto al Governo maggiori sostegni per le imprese più colpite dalla crisi riducendo nello stesso tempo l’Iva su bollette elettriche e carburanti. Serve inoltre un deciso cambio di passo nella politica energetica con misure strutturali per ridurre la dipendenza dalle forniture estere ma serve davvero farlo con la massima urgenza».
«Vi sono poi degli aspetti -continua Davide Massarini- sui quali è altrettanto urgente intervenire. Come già abbiamo dichiarato é opportuno allentare le maglie sul Green pass, in prima battuta equiparando i Pubblici esercizi alle attività commerciali con controllo a campione, per poi arrivare a eliminare questo strumento che ha esaurito la sua funzione ed oggi è solo oggetto di strumentalizzazioni ideologiche che per altro ricadono sugli esercenti».
«Torno poi su un tema scomodo che oggi più che mai -sottolinea Davide Massarini- indigna profondamente: la mancanza di una tassazione adeguata per le grandi multinazionali, un tema arrivato troppo tardi nelle agende europee, per il quale gli effetti concreti sulle nostre comunità sono concausa predominante della desertificazione commerciale, per la quale quotidianamente continuano i confronti in tutte le sedi, sia in Italia che nell’Unione Europea. Accompagnare le imprese alla digitalizzazione e investire in studi e strumenti per rilanciare i centri commerciali cittadini senza equità fiscale è come riempire un secchio bucato!».
«Vi è poi il tema -prosegue Davide Massarini- della sicurezza, della deriva sociale dalla quale anche la nostra provincia non è esclusa e della ricomparsa dei furti a danno degli esercenti: questioni per le quali la buona volontà delle Forze dell’ordine non può essere sufficiente se non supportata da leggi, pene e percorsi adeguati».
«Ora, sperando che le tensioni geopolitiche rientrino -conclude Davide Massarini- in questo scenario diventa vitale la messa a terra delle risorse del PNRR alle quali guardiamo con fiducia così come ai dati della nostra provincia che prima dell’arrivo del caro energia erano certamente promettenti. Vi sono però temi di carattere nazionale ed europeo le cui ricadute sono sui territori e, lo ribadisco, non è una battaglia contro la rivoluzione digitale nella quale siamo immersi, ma un richiamo alla necessità di vigilare e contribuire alla centralità della libertà e della democrazia ai tempi delle democrature».


