Gentile Sig. Sindaco Gian Francesco Menani, ho partecipato l’11 febbraio alla cerimonia che si è tenuta a Sassuolo in onore del Giorno del Ricordo, istituito dalla L.92/2004, ed ho potuto ascoltare le parole pronunciate nel corso della manifestazione dal rappresentante dell’associazione Venezia Giulia e Dalmazia – che ho condiviso – e da Lei.

Parole, le sue, che ritengo inclini alla propaganda e poco rispettose della storia, non coerenti con l’articolo 1 della stessa legge, dove sta scritto che “La Repubblica riconosce il 10 febbraio quale “Giorno del ricordo” al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale”. Come Lei può constatare gli scopi sono sia quello di conservare e rinnovare la memoria “della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo…” che quella “della più complessa vicenda del confine orientale”. Se quest’ultima non viene affrontata, tramite l’impegno delle istituzioni e della ricerca storica non di parte, poco o nulla si potrà realmente comprendere di quegli avvenimenti.

Lei in particolare ha addirittura proposto l’idea che nazifascismo e “comunismo” abbiano le medesime responsabilità morali nell’ambito delle vicende della seconda guerra mondiale: idea non sostenibile , qualsiasi cosa si pensi del “comunismo” storico, dato che l’allora Unione Sovietica per sconfiggere i nazifascisti contò circa 25 milioni di morti tra vittime civili e militari, senza il cui contributo mai si sarebbe potuto avviare quel periodo di pace in Europa in cui ancora viviamo (messo oggi in pericolo dall’isterismo militarista riguardo all’Ucraina). Mentre i morti delle foibe e le vittime dell’esodo meritano il nostro assoluto rispetto, non altrettanto può dirsi del modo propagandistico con cui si affronta, come purtroppo anche Lei ha fatto, la storia della “complessa vicenda del confine orientale”. Una propaganda che tace degli orrendi crimini del fascismo contro le popolazioni slave, fa apologia di nazionalismo e parla (non Lei), senza alcuna prova seria, addirittura di “pulizia etnica”.

Abbiamo bisogno tutti di impegnarci a costruire una memoria fondata sulla realtà, sulla base della storia effettiva nella quale far emergere ogni genere di responsabilità, nessuna esclusa. La strada migliore, a questo scopo, sarebbe quella di riprendere assieme i contenuti della Relazione redatta dalla Commissione Italo-Slovena pubblicata nel 2001 che tanto è in grado di far luce su quel che è avvenuto. Relazione che fu l’esito del lavoro avviato nel 1993 dai ministri degli Esteri della Slovenia, della Croazia e dell’Italia che istituirono due Commissioni miste storico-culturali. Ciò allo scopo di pervenire a una risoluzione comune per una memoria frutto di un lavoro condiviso dalle parti sulle drammatiche vicende del confine, le foibe e l’esodo e, prima ancora, l’invasione italiana della Jugoslavia del 1941, la sua lunga scia di sangue e la violentissima politica contro le minoranze slave avviata all’inizio degli anni 20 dal “fascismo di confine”.

Caro Sindaco, sarebbe una scelta di grande valore se Lei si facesse promotore di un convegno a Sassuolo, invitando – assieme a storici di professione, le associazioni della Resistenza italiana e Slovena, l’associazione Venezia Giulia e Dalmazia – nel cui ambito confrontarci sui contenuti della Relazione della Commissione Italo Slovena. Forse potremmo tutti compiere qualche passo in avanti per la comprensione di questa drammatica storia.

La ringrazio dell’attenzione.

Mauro Sentimenti a nome del CDC (Coordinamento democrazia Costituzionale) di Modena

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