I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di San Giovanni in Persiceto, con il supporto dei Carabinieri Forestali del Gruppo di Bologna, nel corso di ulteriori verifiche presso i locali commerciali sottoposti a sequestro lo scorso 8 febbraio, hanno rinvenuto ulteriore sostanza stupefacente. Il sequestro ammonta a 53 kg di marijuana, 6 kg di hashish e 1,4 kg di semi di specie non autorizzata.

Come noto, lo scorso 8 febbraio, i carabinieri avevano arrestato due uomini residenti a Bologna, di 31 e 47 anni, e denunciarne altri cinque con l’accusa di coltivazione e detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti in concorso. I militari avevano scoperto due capannoni ubicati in una zona industriale di Bologna e a Castel San Pietro Terme, risultati nella disponibilità degli arrestati, adibiti a vera e propria serra per la coltivazione di cannabis indica. Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Bologna, avevano permesso di rinvenire e sequestrare c/a 600 piante di cannabis di circa 40 cm cadauna che, una volta esfoliata, avrebbe fornito 750 grammi di marijuana; 165 kg di marijuana già essiccata, inserita in sacchi di grandi dimensioni oltre a svariate attrezzature per coltivare e irrigare; 29 kg di hashish, 3 kg di semi e materiale vario per il confezionamento.

L’ingente quantitativo dello stupefacente sequestrato, una volta immesso sul mercato avrebbe reso migliaia di dosi. Tutta la sostanza rinvenuta e il relativo materiale, nonché i capannoni, tre negozi del centro felsineo e 16.000 euro in contanti erano stati sequestrati dai Carabinieri per i successivi accertamenti.

Si ritiene che tale base logistica e operativa rappresentasse uno dei principali canali di rifornimento della sostanza stupefacente da destinare soprattutto ai giovani e giovanissimi che popolano la movida della Provincia bolognese.

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