
Il sindaco, inoltre, dichiara di accogliere “con entusiasmo la proposta di don Erio di organizzare una mezza giornata da dedicare all’ascolto dei ragazzi e delle ragazze, insieme a tutte le istituzioni interessate a ricostruire il tessuto educativo e sociale. Può rappresentare un passaggio importante anche per la definizione delle Politiche giovanili che stiamo rinnovando per rispondere sempre meglio ai bisogni delle nuove generazioni e può aiutarci a superare molti stereotipi e luoghi comuni che, come spiega bene il vescovo, hanno radici antiche. Il Consiglio comunale ha già approvato le linee d’indirizzo presentate dall’assessore Bortolamasi e questo appuntamento potrà davvero arricchire il percorso”.
Per Muzzarelli “è importante che nell’Anno europeo dei Giovani ci si confronti sulla sfida educativa e sulla responsabilità che abbiamo di offrire loro proposte esigenti e coerenti: dobbiamo imparare dai giovani a fare gli adulti. Dobbiamo, cioè, ascoltarli e cercare di comprendere la loro richiesta di autenticità per poi svolgere fino in fondo il nostro ruolo, non limitandoci a liquidare ogni problema con l’etichetta del disagio giovanile. Soprattutto oggi che gli effetti della pandemia stanno ampliando le diseguaglianze sociali anche e soprattutto nel mondo giovanile”.
Il sindaco sottolinea anche l’importanza di aver richiamato nella Lettera le vicende della Città dei ragazzi fondata da don Mario Rocchi, “una delle esperienze più vitali e feconde di Modena che ha rappresentato e rappresenta un punto di riferimento per tante famiglie, un luogo di crescita ed educazione dei giovani, un luogo di inclusione e di apertura che è ancora un esempio da cui trarre ispirazione”.


