
Proprio nel dicembre di un anno fa il Consiglio comunale ha approvato una mozione a sostegno della liberazione di Zaki e in una seduta di fine gennaio il giovane ha potuto simbolicamente “parlare” in Consiglio: con la sua sagoma seduta tra sindaco e presidente, infatti, vennero letti alcuni stralci delle lettere che Zaki ha scritto dal carcere alla famiglia.
“Oggi salutiamo la scarcerazione di Zaki – aggiunge Poggi – e mandiamo un grande abbraccio a lui e alla sua famiglia, ma l’impegno continua: giustizia deve essere fatta fino in fondo. Zaki ha diritto a un processo equo, in tempi brevi e rapido e siamo certi che, se equo lo sarà davvero, sarà assolto da ogni accusa. Nessuno gli ridarà i mesi trascorsi ingiustamente in carcere, ma solo così giustizia sarà fatta”. E Poggi conclude richiamando una delle sue lettere, letta in Consiglio comunale: “Sono qui perché sono un difensore dei diritti umani e non per un qualsiasi altro motivo inventato”.


