
L’obiettivo è quello di recuperare un gruppo di edifici dichiarati di interesse storico-artistico nel 2007 dal Ministero per i beni e le attività culturali, ma di fatto abbandonati da quando nel 2006 fu dismesso il macello comunale. Si tratta di tre corpi di fabbrica distinti posizionati attorno a un’area cortiliva centrale risalenti al 1910. Il progetto prevede cura nel restauro e nella conservazione di tutti i caratteri peculiari della struttura, ma, nel contempo, una riqualificazione che ne consenta un riuso con nuove funzioni collettive e sociali. I nuovi spazi dovranno, infatti, essere gestiti da associazioni di volontariato ed enti del Terzo settore in modo da consentire la realizzazione di progetti in ambito agro-alimentare che coinvolgano persone con disabilità, fragili e in condizioni di marginalità.
Gli spazi riqualificati ospiteranno laboratori per la trasformazioni di prodotti agricoli, spazi di coworking flessibili, magazzini e depositi per le attività laboratoriali, una cucina condivisa con un piccolo punto ristoro che potrà servire alle associazioni per attività conviviali, ma potrà anche essere aperto al pubblico. Nell’area esterna è prevista la realizzazione di vasche per la coltivazione di ortaggi, piccoli frutti ed erbe aromatiche.

I tempi della realizzazione saranno molto stretti: si pensa di completare l’opera nel giro di due anni. Si procederà infatti in parallelo con la riqualificazione fisica degli spazi e con il percorso di co-progettazione. L’apertura è prevista a gennaio 2024.
Il costo dei lavori di riqualificazione è di un milione e 30mila euro: con il Bando si chiede alla Regione di contribuire per 700mila euro, mentre il Comune di Vignola co-finanzierà con 330mila euro già previsti nel Bilancio di previsione 22/24. Per aumentare l’impatto sociale del progetto e garantirne la sostenibilità economica, un’ala dell’edificio viene data in concessione onerosa a Asp, che trasferisce all’ex Macello tutti laboratori socio-occupazionali per soggetti fragili e disabili che attualmente gestisce in altra sede. Gli spazi polifunzionali (coworking/incubatore di startup sociali e cucina condivisa) saranno offerti tramite call periodiche a soggetti che vogliono sperimentare servizi innovativi di welfare sociale e generativo in ambito agri-ambientale (Startup sociali). Le attività più interessanti e solide, dopo il periodo di incubazione e avviamento, potranno ricevere supporto economico da una rete di soggetti finanziatori (come ad esempio Fondazioni, operatori della GDO etc.), per strutturarsi sul mercato e rendersi indipendenti. In particolare ha dato disponibilità in questo senso la Fondazione di Vignola come partner del progetto.


