
“Con sempre maggiore convinzione e forza – dice l’assessora alle Pari opportunità Annalisa Rabitti – continuiamo a parlare di come prevenire e contrastare la violenza maschile sulle donne Ma bisogna farlo imparando a riconoscere la violenza e imparando a nominarla. Abbiamo a disposizione degli strumenti di lettura che sono delle pietre miliari come la Convenzione di Istanbul e il nostro intento è stato quello di farla atterrare tra noi cittadini e cittadine per farci sentire tutti coinvolti e coinvolte nell’assumerci un pezzetto di responsabilità nel prevenire la violenza”
Il filmato è stato realizzato grazie al supporto volontario dell’agenzia di comunicazione Housatonic, il cui team è composto da facilitatori e designer che aiutano a semplificare la complessità integrando facilitazione, visualizzazione e progettazione, con l’obiettivo di rendere efficaci comunicazione e condivisione. Oltre alla collaborazione con il team creativo, che ha curato la direzione creativa e le animazioni, il video raccoglie il contributo delle socie, operatrici e volontarie dell’Associazione Nondasola, che dal 1997 gestisce il Centro Antiviolenza – Casa delle Donne, con la collaborazione di Reggio Città senza Barriere, Farmacia comunali riunite (Fcr) e Consorzio Oscar Romero. Prezioso è stato inoltre il ruolo avuto dai ragazzi e dalle ragazze del laboratorio Art Factory 33 – progetto che lavora con un gruppo di persone con fragilità appartenenti al progetto Strade, nuovo ambito socio-occupazionale a favore delle persone adulte con disabilità del Distretto di Reggio Emilia – attraverso dei workshop che hanno portato alla realizzazione dei disegni utilizzati nelle video animazione.
La Convenzione di Istanbul, ovvero la Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica, è il tratto internazionale vincolante di più ampia portata che affronta il tema della prevenzione e della lotta alla violenza contro le donne. Nata in occasione del Consiglio d’Europa nel 2011 ha come obiettivi prevenire la violenza, proteggere le donne vittime, perseguire penalmente i loro aggressori. Un vero e proprio punto di partenza per assumere il tema del rispetto dei diritti umani dal punto di vista giuridico, ma soprattutto culturale e politico.


