
Il dipinto è stato realizzato dal Maestro perugino Giuliano Giuman che ha ritratto il Rettore Francesco Ubertini (2015 -2021) in maniera decisamente innovativa rispetto allo stile impiegato per la rappresentazione delle personalità che lo hanno preceduto.
L’artista è partito da una fotografia in bianco e nero che cattura l’immagine del Rettore, in un momento in cui manifesta con gli occhi e la bocca la serietà dell’importante incarico istituzionale. Nella parte alta della superficie, è collocata la medaglia che il Rettore porta in occasione delle solenni celebrazioni accademiche e che risale al periodo napoleonico: sul recto propone l’immagine di Minerva Galeata che regge con la mano destra lo stemma di Bologna, circondata dall’esametro latino “Aetheream servate Deam, servabitis urbem” che, insieme allo stemma, celebra la città universitaria per eccellenza.
Il dipinto, inoltre, non è protetto da un vetro ma da una vetrata colorata che si sovrappone solo parzialmente alla superficie del quadro: quello della pittura su vetro è un procedimento che Giuman ha praticato e insegnato per molti anni e che qui dà colore all’intorno del ritratto fotografico.
La galleria delle “Imagines illustrium virorum” vede il suo inizio già nel Rinascimento e, non è un caso, che l’Università di Bologna possegga anche una numerosa serie di ritratti di uomini illustri e che la Galleria dei Rettori si ponga in un’ideale linea di continuità con l’iconoteca dell’Ateneo: essa è iniziata nella metà del Settecento per abbellire le sale della biblioteca dell’Istituto delle Scienze con la donazione del cardinale Filippo Maria Monti, ed è stata arricchita con successivi lasciti fino a diventare, alla fine del XVIII secolo, una delle più importanti iconoteche dell’Europa dei Lumi.
La sezione dedicata ai Rettori è disposta sulle pareti di una sala decorata nella volta da Ubaldo Gandolfi, con una rappresentazione dell’Apoteosi di Ercole su un cielo denso di nuvole, intorno alla quale si dispone una imponente quadratura architettonica, dove trovano posto le monocrome personificazioni delle virtù.
La gran parte dei ritratti è stata realizzata a partire dagli inizi degli anni ‘50 del XX secolo. L’allora Magnifico Rettore Felice Battaglia incarica alcuni artisti di area bolognese – in particolare a Gino Marzocchi (Molinella 1895-Bologna 1981) e a Giovanni Romagnoli (Faenza 1893-Bologna 1976) – di riprodurre, a partire dalle loro fotografie, il ritratto dei suoi predecessori, dal primo reggente Antonio Alessandrini (1786-1861) fino alla sua stessa effige.
Questi dipinti, che hanno dato inizio all’attuale quadreria dei Rettori, sono caratterizzati da uno stile pressoché costante: nella generalità dei casi i Rettori, con la toga e la fascia della facoltà di appartenenza, seguono un canone ritrattistico decisamente tradizionale.
Si distinguono invece per soluzione compositiva e stilistica i ritratti degli ultimi quattro Rettori – Fabio Roversi Monaco, Pier Ugo Calzolari, Ivano Dionigi, Francesco Ubertini – realizzati da artisti come Marcello Iori, Concetto Pozzati, Serena Nono, Giuliano Giuman.



