
Il sostituto Procuratore Generale concordando con gli esiti delle attività dei carabinieri di Correggio ha richiesto l’aggravamento della misura cautelare che il 23enne beneficiava. A sua volta la quarta sezione della Corte d’Appello di Bologna accogliendo la richiesta aggravava la misura emettendo l’ordinanza di custodia cautelare in carcere che è stata eseguita dai carabinieri di Correggio che hanno condotto in carcere il 23enne.
I fatti oggetto della condanna risalgono al mese di luglio del 2020 quando il 23enne profittando dell’ora notturna, dell’assenza di atre persone e del luogo appartato, dopo essersi offerto di accompagnare a casa a piedi una ragazza la costringeva a subire atti sessuali consistenti in palpeggiamenti insistiti. Non era riuscito ad andare oltre per la reazione ferma e decisa della ragazza che riusciva a respingerlo. Arrivata a casa per paura, essendo stata più volte intimidita affinché non raccontasse nulla, la ragazza inizialmente era rimasta in silenzio sino a quando, confidato l’accaduto a un amico, riusciva a trovare il coraggio di rivolgersi ai carabinieri che al termine delle indagini arrestarono il ragazzo. Quindi l’iter processuale che ha visto il 23enne condannato a 4 anni di reclusione e a beneficiare, in attesa che la sentenza passasse in giudicato, della misura cautelare dell’obbligo di dimora che ha violato finendo quindi in carcere dove ieri è stato condotto dai carabinieri di Correggio.


