
Se per un affresco ci si aspetta solitamente un immobile destino conservativo, che lo vede indissolubilmente legato all’edificio in cui è stato dipinto, per i dipinti di Nicolò dell’Abate nella Rocca di Scandiano non fu così. Tra presunte necessità conservative e reali ma celate velleità collezionistiche, le opere che Nicolò aveva dipinto per Giulio Boiardo furono prima in parte “staccate” a massello, distruggendo il Camerino dell’Eneide nel 1772, poi “strappate” dai muri tra il 1847 e il 1848, saccheggiando la Sala del Paradiso, che ora conserva le sole lunette con paesaggi, miracolosamente scampate al forzoso prelievo.
Ripercorrendo le vicende e i protagonisti di questa affascinante storia, lo storico dell’arte Luca Silingardi – che in numerose pubblicazioni si è occupato del tema – ci farà anche conoscere meglio l’arte di Nicolò dell’Abate e le meravigliose pitture che adornavano la Rocca dei Boiardo a Scandiano.
Ingresso su prenotazione telefonando a: 0522.764.273 / 303 / 241 / 290


