
Bologna è la prima città in Italia che, dopo aver dichiarato l’emergenza climatica con il voto del Consiglio Comunale nel settembre 2019, istituisce un innovativo strumento di democrazia che sarà a disposizione della prossima amministrazione.
“Sono molto soddisfatta di questo percorso e sono grata a coloro che lo hanno stimolato e vi hanno preso parte: lo ritengo uno dei momenti più alti di questo mandato per qualità del confronto e per i contributi che sono stati portati – spiega la vicesindaca e assessora all’Ambiente Valentina Orioli – . Lo strumento che stiamo mettendo a punto è importante per il futuro della città e la modifica dello Statuto aggiorna gli obiettivi generali dell’Amministrazione rispetto a questioni cruciali come i cambiamenti climatici e la transizione ecologica giusta”.
Un risultato che arriva dopo un percorso di confronto durato più di sei mesi, promosso dalla Fondazione per l’Innovazione Urbana con il Comune di Bologna e con il sostegno della Regione Emilia-Romagna grazie al bando per la partecipazione previsto dall’omonima legge regionale.
Comune, movimenti ambientalisti, vari soggetti ed associazioni del mondo economico e sociale cittadino si sono confrontati in un Tavolo di negoziazione coordinato dalla Fondazione Innovazione Urbana. I lavori del tavolo sono stati supportati da studiosi di democrazia partecipativa e diritto amministrativo di rilievo internazionale e hanno portato alla definizione di Linee guida per la modifica dello Statuto Comunale e la definizione del Regolamento attuativo. A garantire la correttezza del percorso sono stati nominati tre garanti: Marianella Sclavi, già docente di gestione creativa dei conflitti al Politecnico di Milano, Franco Mosconi, professore ordinario di Economia e Politica Industriale all’Università di Parma e Stefano Sotgiu esperto in progettazione di politiche pubbliche partecipative.
La delibera licenziata dalla giunta propone linee guida su vari aspetti, ad esempio quello di chi parteciperà alle assemblee: si dovrà infatti tenere conto della reale composizione di chi vive la città – residenti, studenti, cittadini di origine straniera, fasce più fragili della popolazione – .
Le Assemblee cittadine deliberative sono un nuovo strumento democratico che coinvolge direttamente i cittadini nel prendere decisioni di interesse generale. È una Assemblea indipendente, con durata e compiti predeterminati, in cui cittadini estratti a sorte e rappresentativi delle diverse componenti della società si confrontano e definiscono proposte condivise. Si riunisce per un periodo limitato durante il quale si alternano momenti di formazione e momenti di discussione per formulare e votare proposte. Assemblee di questo tipo sono state realizzate già in altri paesi europei, come ad esempio in Francia dove è stata definita “Convention Citoyenne pour le climat”.


