
Le Buone Pratiche di inclusione in Dad sono state documentate delle istituzioni scolastiche nel periodo del lockdown e raccolte dall’Ufficio Integrazione di Modena per renderle patrimonio comune. Inoltre, saranno presentate in due appuntamenti on line, il 6 e il 13 febbraio, organizzati dall’Ufficio scolastico regionale VIIII ambito di Modena e dal Centro educativo Memo del Comune di Modena.
L’iniziativa “#nonrestodasolo Buone pratiche educative e didattiche a distanza per alunni con Bisogni Educativi Speciali” è rivolta a docenti di ogni ordine e grado della provincia di Modena (http/mo.istruzioneer.gov.it/2021/01/25/nonrestodasolo-buone-pratiche-educative-e-didattiche-a-distanza-presentazione/).
A introdurre la prima giornata, dedicata alle esperienze degli Istituti Comprensivi, sabato 6 febbraio, saranno Chiara Brescianini dell’Ufficio scolastico regionale e l’assessora all’Istruzione del Comune di Modena Grazia Baracchi. Interverrà quindi la responsabile dell’ufficio Integrazione Cristina Monzani. L’incontro del 13 febbraio amplierà la discussione anche alle esperienze condotte dalle scuole secondarie di secondo grado e vedrà anche la partecipazione delle pedagogiste del Comune Daniela, Francesca Botti e Valentina Pomi, oltre che di dirigenti e docenti referenti dei vari progetti selezionati.
Modererà le due giornate Samantha Righi, insegnante e formatrice che collabora anche con Memo nella proposta di attività formative rivolte a docenti sul tema dell’inclusione e della Comunicazione Aumentativa e Alternativa.
Il professor Renzo Vianello, già ordinario presso l’università di Padova, commenterà e rifletterà sulle Buone Pratiche presentate che verranno poi richiamate sul sito Disabilità Intellettive del Comune di Modena, di cui Vianello è responsabile scientifico, e pubblicate dall’Ufficio Scolastico Regionale.
Complessivamente sono circa 300 i bambini e i ragazzi con disabilità o disagi, che frequentano ogni ordine di scuola, dal nido alle superiori, sul territorio comunale di Modena. Per mantenere i legami con studenti, famiglie e scuole e dare continuità al progetto di integrazione anche a distanza fondamentale è stato il ruolo del personale educativo assistenziale. All’interno dei progetti attuati dalle scuole l’apporto del personale educativo è centrale per garantire continuità di relazioni, cura e attenzione ai ragazzi e famiglie attraverso strumenti flessibili per contattare i ragazzi anche in momenti e orari diversi da quelli scolastici.


