Home Bassa modenese Somministrati per la ricostruzione post-sisma: i sindacati auspicano che si arrivi quanto...

Somministrati per la ricostruzione post-sisma: i sindacati auspicano che si arrivi quanto prima a pagare il salario variabile e si definisca una prospettiva occupazionale





Si è svolto da remoto, l’incontro sul premio di produttività per i lavoratori modenesi somministrati del sisma (oltre 220 addetti, sui 400 complessivi del cratere), richiesto nei giorni scorsi dalla Cgil di Modena, insieme ai sindacati Nidil e Fp, alla presenza degli assessori al personale e dei tecnici delle Unioni Terre d’argine, del Sorbara e dell’Area Nord, della regione Emilia Romagna, con la Struttura commissariale alla Rocstruzione, il Sottosegretario Baruffi e Filippo Molinari.

Il confronto avuto nel suddetto incontro, è sostanzialmente stato sul tema del salario di produttività, nonché degli incentivi, previsti per i tecnici che stanno lavorando nei Comuni, alla luce dell’ordinanza regionale di ottobre 2019, che destina fondi specifici al salario variabile dei somministrati del sisma, a copertura del differenziale che in alcuni territori si è venuto a creare, per effetto del rinnovo dei contratti decentrati territoriali.

Tutte e tre le Unioni interessate hanno messo in piedi sistemi di valutazione individuali, che permetteranno la misurazione della performance anche per i somministrati della Struttura commissariale alla Ricostruzione, e conseguentemente di percepire il salario variabile previsto per l’anno 2019 che sarà pagato nei prossimi mesi, insieme a quello del personale assunto direttamente dalle Unioni e dai comuni del modenese.

Relativamente all’Unione Comuni Modenesi Area Nord, sarà però necessario attendere la conclusione della trattativa sul contratto decentrato dei lavoratori diretti sulla quale il sindacato della Funzione Pubblica sarà ancora impegnato nei prossimi giorni, in appositi incontri, con l’obiettivo di siglare una nuova piattaforma contrattuale, capace di rispondere alle richieste avanzate diversi mesi fa dai lavoratori e che ha portato ad una sospensione dello stato di agitazione del personale pubblico, per il profilarsi di possibili scenari di intesa tra le parti.

Confidiamo quindi che presto si possa avere notizia di uniformità di trattamento salariale, su tutto il territorio modenese, per quanto riguarda sia la produttività, che gli incentivi per i tecnici (ex-Merloni), che sono stati anch’essi inseriti nella relazione in approvazione, ma momentaneamente sospesi per effetto di istruttoria di controllo.

Nessuna apertura invece, per l’anno 2018, le cui spettanze sono state chiuse a gennaio 2019, in riferimento al personale diretto. Il personale somministrato del Commissario infatti non è stato valutato nel territorio modenese, per quell’anno, nonostante l’ordinanza regionale sulla produttività fosse uscita in tempo utile per applicare le medesime forme di valutazione anche al personale del sisma, come peraltro fatto, in alcuni territori, per i somministrati assunti direttamente dagli enti o dai comuni.

Su questo punto specifico, i Sindacati svolgeranno nelle prossime settimane nuove assemblee sindacali, con lo scopo di confrontarsi sulla mancanza di soluzioni capaci di recuperare il danno salariale, a tutela dei lavoratori somministrati del Commissario.

Infine, è stato fatto un passaggio su un tema molto spinoso, e sentito da tutti i territori coinvolti nella ricostruzione: la prospettiva occupazionale. Infatti, salgono ogni giorno le preoccupazioni di lavoratori e delegati, in riferimento alla mancanza di soluzione sul piano occupazionale per i 220 somministrati nei territori modenesi (oltre 400 operanti in tutta l’area del cratere), capace di andare oltre al 31/12/2020, data in cui scadrà l’appalto di fornitura di servizi in somministrazione ad oggi gestita dall’agenzia per il lavoro Randstad Italia Spa.

Nonostante sia stato esteso lo stato di emergenza per l’intero 2021 infatti, mancano le risorse per finanziare il proseguimento dell’appalto, o per definire un percorso alternativo, capace di assumere il personale direttamente dalla struttura commissariale, e parallelamente di istituire un percorso che favorisca la stabilizzazione per concorso, per i profili che servono ai comuni e alle unioni dei territori coinvolti.

Le Organizzazioni sindacali di tutti i territori coinvolti hanno richiesto infatti, unitariamente, un confronto con la Regione ed il Commissario, su questi temi che logicamente preoccupano le centinaia di lavoratori e lavoratici presenti nell’appalto. Incontro che proprio nella giornata di ieri, è stato convocato per il 10 luglio.

Confidando che nelle prossime settimane si possa arrivare ad una definizione del contratto decentrato di Ucman e si sblocchi la discussione che riguarda le previsioni occupazionali, la Cgil di Modena esprime soddisfazione per aver finalmente trovato una soluzione all’annoso problema delle differenze salariali, sulla parte variabile, che da sempre costituiscono un gap rispetto ai territori di Bologna e del personale assunto in Regione, nonostante il blocco causato sull’anno 2018, che sarà oggetto di discussione coi lavoratori, nelle prossime assemblee.

Si auspica inoltre che nell’incontro che si terrà il 10 di luglio, si possano creare le condizioni per avere un canale di finanziamento della Struttura commissariale, che oggi è chiamata ad un lavoro sulla ricostruzione che assume una rilevanza ancor più strategica, all’indomani dell’emergenza covid-19, per fare ripartire le economie locali, le cantierizzazioni, la ricostruzione di quei paesi fortemente danneggiati dal sisma del 2012.

(Cgil-Nidi, Fp Cgil Modena)