
Questi operatori sono ora come sempre in prima linea per affrontare la fase di buoni spesa previsti dal Governo per fronteggiare la crisi, utilizzabili per l’acquisto di generi alimentari che i Comuni distribuiranno alle famiglie in difficoltà.
“E’ importante che nell’impostazione dell’impianto per la gestione dei buoni spesa da parte dei Comuni ci sia il coinvolgimento preventivo delle Associazioni economiche, che non vi siano aggravi di costi di commissioni per i commercianti e che i pagamenti da parte delle amministrazioni comunali siano solleciti – afferma Daniele Mariani, Presidente provinciale FIESA Federazioni Italiana Specialisti dell’Alimentazione e Presidente nazionale Assofrutterie – Dal canto nostro continuiamo a svolgere il nostro lavoro con passione. Non siamo degli eroi, ma la clientela si affida volentieri ai consigli del proprio negoziante di fiducia, rimasto l’unico avamposto di socialità, seppur ridotta ai minimi termini”.
Un volto per ogni categoria: dal macellaio al fornaio, dal droghiere al fruttivendolo: nonostante i rischi di contagio continuano senza sosta a prestare con passione servizio al pubblico. “Certo abbiamo anche noi paura del contagio, e adottiamo a nostre spese tutte le precauzioni necessarie – conclude Mariani – fornendo un servizio che risponde alle attuali esigenze dei cittadini e rispetta tutti i criteri di sicurezza previsti dalla normativa vigente”.
E’ molto importante che le “botteghe” non siano escluse dai buoni spesa da parte delle amministrazioni comunali, in quanto le attività di vicinato sono in prima linea tutti i giorni, assumendosi tutti i rischi del caso. Svolgono anche una funzione essenziale per contenere gli assembramenti e le file, costituendo una risorsa fondamentale per il territorio perché vicine alle persone e facilmente raggiungibili dalla popolazione di ogni fascia di età.


