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Lapam: “Indennizzo per tutti gli autonomi da parificare al reddito di cittadinanza. Assurdo poi premiare solo chi arriva prima”





“L’Inps sta predisponendo la procedura che consentirà ai lavoratori autonomi e ai professionisti iscritti alla gestione separata di richiedere l’indennizzo di 600 euro stabilito dal Dcpm ‘Cura Italia’. Ma c’è un grosso problema: non solo la cifra promessa e la capienza del provvedimento appaiono non congrue (dalle stime è possibile che una percentuale significativa delle domande rimarranno inevase), ma in più fruiranno del contributo soltanto i primi a inviare la domanda, una procedura prevede l’invio delle richieste da parte dei soggetti interessati con un pin personale o tramite i patronati come intermediari abilitati. Insomma, una situazione complessa e di difficile gestione”.

Lapam Confartigianato, attraverso il proprio patronato Inapa, lancia l’allarme: “La misura di 600 euro è insufficiente in relazione alla consistente perdita di reddito subita per effetto della pandemia in atto e non è collegata ad alcun indicatore obiettivo quale, ad esempio, il danno derivante dal calo del fatturato. Conseguentemente, si ritiene che una misura siffatta non possa essere inferiore all’importo di 780 euro mensili previsto per il reddito di cittadinanza, in quanto reddito minimo di sussistenza sulla base della legislazione vigente. A questo proposito come Lapam Confartigianato abbiamo fatto una richiesta di emendamento al Governo. E poi è possibile che una percentuale di autonomi che avrebbero diritto all’indennizzo rimanga fuori, semplicemente per un problema di tempi: “Non sarà una lotteria come il cosiddetto ‘click day’, ma poco ci manca – fa sapere Lapam – perché le indennità verranno liquidate in base al criterio della data di trasmissione fino ad esaurimento dei fondi messi a disposizione dal Governo. Inevitabilmente non potranno essere soddisfatti tutti i richiedenti, in considerazione del fatto che per predisporre le istanze con tali modalità, la tempestività non sarà sufficiente per garantire il riconoscimento di tale beneficio economico”. Solo Lapam, a Modena, ha poco meno di 10mila soggetti nelle condizioni di poter richiedere i 600 euro e la stima, nella nostra provincia, parla di diverse decine di migliaia di autonomi: “Chiediamo con forza al Governo e all’Inps di intervenire rapidamente per porre rimedio ad una situazione che, vista l’emergenza che sta vivendo il Paese, ci pare totalmente assurda ed iniqua. In sede di conversione del Decreto, o con un provvedimento ad hoc, è necessario stabilire che le risorse vengano stanziate fino all’esaurimento delle istanze”.