
Tubertini ha posto l’accento sulle attività di ricerca in itinere (13 progetti), sulle molteplici collaborazioni in ambito nazionale e su aspetti non direttamente legati alla sfera terapeutico-assistenziale ma altrettanto importanti ed apprezzati, come La Scuola in Ospedale, attiva al MRI dal 2004 grazie alle collaborazioni con l’I.I.S. B. Scappi di Castel San Pietro Terme e l’Istituto Comprensivo 6 di Imola.
«Le traiettorie di sviluppo dell’Istituto – ha aggiunto – si basano anche sulla costante valorizzazione delle quote di investimento destinate alla ricerca le cui ricadute potranno positivamente impattare sulla comunità locale. A Montecatone – ha spiegato infatti Tubertini – ci occupiamo anche di biomeccanica, dettaglio tecnologico che si interseca perfettamente con competenze distintive di un’area che comprende il triangolo Modena, Imola e Bologna».
Se già oggi, quindi, MRI restituisce al territorio, in termini di servizi e forniture acquisite, ecc. circa 10 milioni di euro, è lecito pensare che i numeri possano essere destinati a crescere. Il Commissario ha convenuto sull’orientamento strategico che si è data la partecipata sostenendo che la strada di migliore caratterizzazione perseguibile passa proprio attraverso la realizzazione di programmi di ricerca di respiro internazionale realizzabili «poiché – ha sottolineato – l’Istituto ha competenze e potenzialità numeriche per farlo».
«Idee e progetti per crescere, che è pratica normale a questo punto della nostra storia – ha detto Gasparri – ne abbiamo. E la piattaforma triennale di sviluppo che il CdA ha approvato si muove in questa direzione. Fare tutto restando in questa sorta di limbo tra pubblico e privato, quindi col solo proprio bilancio, però, non lo è».


