(foto: open.online)

Il Questore di Reggio Emilia al termine di un attento esame della vicenda, ha emesso il provvedimento di DASPO (divieto di accedere alle manifestazioni sportive ) nei confronti del paracadutista che lo scorso 20 ottobre 2019, durante l’incontro di calcio Sassuolo – Inter, atterrò, alle ore 13:15, al centro del campo di gioco del Mapei Stadium.

Il provvedimento è il risultato di una meticolosa indagine effettuata dalla Digos della Questura di Reggio Emilia che, al termine degli accertamenti, ha raccolto una serie di elementi che hanno confermato la responsabilità del soggetto in ordine al reato di invasione di campo previsto e punito ex art. 6 bis, comma 2, Legge 401/89.

In particolare gli investigatori della Polizia di Stato, dalla visione delle immagini del sistema di video sorveglianza del Mapei Stadium e di quelle documentate dalla video camera posta sul suo casco, hanno ricostruito ogni momento del volo constatando, con dovizia di particolari, che i fatti si sono svolti in maniera del tutto diversa da quanto dichiarato dal soggetto nei momenti immediatamente successivi al suo atterraggio in campo.

Il paracadutista aveva dichiarato agli uomini della Digos nell’immediatezza del fatto che durante la discesa, a seguito di una errata manovra, si era trovato fuori traiettoria e, trovandosi in stato di emergenza, aveva deciso di atterrare sul campo da gioco per evitare eventuali gravi infortuni.

Ma le indagini effettuate dagli uomini della Digos che hanno anche avuto la caparbietà di divenire loro stessi esperti nel settore, attraverso audizioni di persone esperte di lanci a livello nazionale, hanno smontato la versione del giovane.

Dal confronto quindi delle immagini è emerso che il soggetto durante il suo volo ha intenzionalmente cambiato la sua traiettoria proprio al fine di atterrare al centro del campo.

Il soggetto inoltre è un esperto di lanci anche in notturna sulla cui abilità non vi sono dubbi. Ha effettuato circa 1000 lanci ed è particolarmente esperto con la tuta alare, proprio quella che indossava il giorno dell’invasione di campo e con la quale proprio a Reggio Emilia nel 2106 ha stabilito il record italiano in caduta libera. Ha svolto lanci in alta montagna con condizioni meteo decisamente avverse, si è lanciato da torri, tralicci e pale eoliche.

È stato visionato persino un video che ritrae il protagonista mentre effettua un lancio notturno sulla città di Milano atterrando nel pieno centro abitato. In effetti in piena notte, il paracadutista indirizzando le sue “ali” nella precisa direzione del suo atterraggio, riuscì a toccare il suolo addirittura all’interno del cortile posto tra due palazzi nelle immediate adiacenze di una strada mentre alcune auto transitavano.

L’ esperto paracadutista, dunque, milanese, classe 1983, oltre ad una denuncia in stato di libertà per il reato di invasione di campo, dovrà rimanere fuori dagli stadi nazionali per anni due.

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