Home Appuntamenti L’“eroe” Antoci chiude a Reggio Emilia ‘Noicontrolemafie’ 2019

L’“eroe” Antoci chiude a Reggio Emilia ‘Noicontrolemafie’ 2019

Sarà Giuseppe Antoci – promotore in Sicilia nel Parco dei Nebrodi del protocollo di legalità che prende il suo nome, dal 2017 recepito dal nuovo Codice antimafia ed applicato in tutta Italia – il protagonista della consueta chiusura “invernale” di Noicontrolemafie, il Festival della legalità promosso per il nono anno dalla Provincia di Reggio Emilia, con la direzione scientifica di Antonio Nicaso, insieme a 18 Comuni e Regione.

Dalle 10.30 di sabato 9 novembre, nell’aula D2.2 della sede dell’Università in viale Allegri, Antoci parlerà agli studenti delle scuole superiori reggiane sul tema “A schiena diritta contro la mafia”, prendendo spunto dal libro-testimonianza scritto con Nuccio Anselmo “La mafia dei pascoli” che racconta la sua, anche drammatica, esperienza. Il 18 maggio 2016 Antoci è stato infatti vittima di un attentato mafioso, dal quale è uscito illeso grazie all’auto blindata e all’intervento armato del vice questore Daniele Manganaro e degli uomini della sua scorta.

Nel 2014, da presidente del Parco dei Nebrodi, Antoci aveva infatti introdotto un protocollo per l’assegnazione degli affitti dei terreni, che prevedeva la presentazione del certificato antimafia anche per quelli di valore inferiore a 150.000 euro. Un provvedimento – poi esteso prima a tutta la Sicilia, quindi a tutta Italia – che aveva fatto saltare il business illegale di Cosa Nostra, stimato in circa 3 miliardi di euro in dieci anni, legato ai contributi dell’Unione europea. Agli studenti Antoci – che lo scrittore Andrea Camilleri, in un’intervista a Rai Uno, definì “un eroe dei nostri tempi” – racconterà la sua esperienza e il coraggio di tanti altri servitori dello Stato che gli hanno consentito di andare avanti nella sua battaglia.

Il 12 novembre 2016 il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, di sua iniziativa, ha concesso a Giuseppe Antoci l’onorificenza di “Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana”, consegnata al Quirinale il 2 febbraio 2017 con la seguente motivazione: “Per la sua coraggiosa determinazione nella difesa della legalità e nel contrasto ai fenomeni mafiosi”.