Dopo l’incontro con l’azienda il 23 ottobre, si è tenuto oggi giovedì 31 ottobre in Comune a Modena il previsto incontro unitario di tutte le sigle sindacali con le istituzioni, relativo al piano industriale di Maserati e agli effetti che questo avrà sullo stabilimento modenese.
Alla presenza del sindaco Giancarlo Muzzarelli e dell’assessora regionale Palma Costi, le Rsa Fiom e la Fiom Cgil hanno avuto modo di esporre le preoccupazioni dei lavoratori di Maserati Modena, nonostante l’ufficialità e la notizia positiva dell’arrivo in produzione nella seconda metà del 2020 del nuovo modello.

“Senza in alcun modo sminuire il clima di ottimismo che ha caratterizzato il tavolo di confronto, abbiamo evidenziato che abbiamo di fronte (tra pochi giorni) la fine della produzione – spiega una nota del sindacato – Già oggi la produzione nello stabilimento modenese è limitata a 7/8 giornate al mese, non abbiamo ancora chiaro quante giornate di contratto di solidarietà toccheranno ai lavoratori Maserati dopo la metà di novembre. Non sappiamo quanti e quali ammortizzatori dovremo ancora utilizzare alla scadenza prevista a fine gennaio del contratto di solidarietà visto che, a quella data lo stabilimento sarà ancora in piena ristrutturazione, e solo intorno ad aprile 2020 si parlerà di prototipi e fino a settembre non si ripartirà con il preannunciato nuovo modello.
Questa preoccupazione è rafforzata dal fatto che ad oggi in Maserati sono stati utilizzati quasi 17 mesi del contatore di ammortizzatori sociali dei 24 a disposizione nel quinquennio”.

“La Fiom ha soprattutto evidenziato che l’Azienda non ha detto quanti lavoratori saranno necessari da settembre 2020.
Come da sempre sostiene la Fiom il punto vero è: l’Azienda crede ancora nel futuro produttivo dello stabilimento di via Ciro Menotti, o si pensa di sopperire al calo della produzione di automobili a marchio Maserati con attività accessorie come verniciatura e reparto di personalizzazione? E con quanti dipendenti?
Le auto Gran Cabrio e Gran Turismo fatte a Modena per un decennio vedranno la loro rinascita nello stabilimento di Grugliasco. La nuova auto, prodotto di lusso, quali numeri potrà avere? Avrà numeri sufficienti a sostituire l’uscita dei due modelli?
Il prezzo del mantenimento dell’occupazione di Maserati sarà l’internalizzazione delle attività oggi allocate all’esterno con la conseguente difficoltà per le aziende dell’indotto?
Nell’incontro con l’azienda del 23 ottobre scorso, la Fiom ha posto tutte queste domande e le risposte sono state insufficienti, per questo abbiamo chiesto oggi alle istituzioni di mantenere aperto un confronto su tutti questi temi”.

“La notizia poi apparsa oggi sulla stampa della fusione Fca/Peugeot ci dà un ulteriore elemento su cui vigilare e rafforza la necessità di avere un tavolo nazionale su Fca con la presenza di tutti i soggetti coinvolti – azienda, sindacati e istituzioni locali e nazionali – per evitare che questa operazione porti effetti negativi ai lavoratori” conclude Fiom/Cgil.

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