
Il film di Chaplin mostra un ambiente ansiogeno, un’audacia per l’America d’allora, che lo tacciò di comunismo. Ma rende omaggio proprio allo spirito d’iniziativa, alla fede tutta americana in un avvenire migliore, quali che siano le circostanze.
“Vertice del cinema chapliniano, ‘Tempi moderni’ – afferma Morsiani – a 83 anni dalla sua uscita rimane contemporaneo per felicità di invenzioni comiche, rigore stilistico e profondità del pensiero sociale. Un inno alla libertà individuale, un canto di protesta contro la meccanizzazione e lo sfruttamento capitalista. Soprattutto, una esaltazione del sentimento più sacro che esista, l’amore, l’amore tra un vagabondo alienato e disoccupato e la sua ragazza Paulette Goddard), che alla fine si avviano a braccetto, in una sequenza indimenticabile, insieme sulla strada, verso un futuro incerto ma desiderabile”.
Il film, quasi muto quando imperava da anni il sonoro, fa uso magistrale di effetti sonori e musiche (la copia restaurata ha le musiche originali composte da Chaplin ed eseguite dall’Orchestra NDR Radiophilharmonie diretta da Timothy Brock).
Con il recupero di “Tempi Moderni” si chiude la rassegna “I grandi capolavori restaurati” a cura dell’esperto di cinema Alberto Morsiani e in collaborazione con la Cineteca di Bologna, nel programma dei “Giardini d’Estate”, a cura di Studio’s, nell’Estate modenese del Comune con sostegno di Fondazione Cassa di risparmio di Modena ed Hera
Il programma settembrino dei Giardini d’Estate è online (www.comune.modena.it).


