
Si tratta dell’ennesimo cambio appalto, dopo quello precedente che era avvenuto il 1/1/2018 dalla Società Cooperativa “Logica.Mente” alla “Co.Fa.M.O.”.
“I cambi di appalto sono ormai una costante nelle aziende del distretto agroalimentare che utilizzano questa modalità di organizzazione della produzione e sono anche un sintomo di fibrillazioni legate a vari fattori di tensione tra le parti contraenti (appaltante e appaltatore), ad esempio la rottura del rapporto di fiducia o il conflitto sul costo dell’appalto – affermano Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltrasporti Uil Modena – A rimetterci è spesso la parte più debole, cioè i lavoratori, in termini di incertezza sul futuro e difficoltà ad aver riconosciute parte delle proprie spettanze, dalla quota sociale al TFR.
L’attuale legislazione permette l’appalto di ogni tipo di attività, mentre i contratti nazionali di lavoro pongono alcuni limiti, spesso disattesi dalle aziende. Al di là della normativa generale, che andrebbe cambiata, è l’esecuzione stessa dell’appalto delle attività di lavorazione che presenta modalità irregolari, più volte denunciate alle autorità competenti”.
“Abbiamo chiesto immediatamente un incontro di sito per valutare l’impatto sui lavoratori – aggiungono Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltrasporti Uil – Il nostro obiettivo rimane prima di tutto la piena occupazione, come sancito nell’Accordo Quadro di Sito del 17 luglio 2019, ma anche la garanzia delle spettanze arretrate per tutti i lavoratori coinvolti. La normalizzazione di queste situazioni si potrà comunque ottenere solo attraverso la giusta e corretta applicazione contrattuale e il consolidamento di relazioni sindacali improntate sul confronto nel sito produttivo”.


